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Uno stile di vita sano fa bene al cuore

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Un quindicenne sovrappeso e sedentario. Un quarantenne stressato dal lavoro. Una donna vicina alla menopausa, alle prese col girovita che si allarga. Un settantenne pieno di acciacchi. Come proteggere il cuore di ciascuno di loro? Se lo sono chiesti i medici a Parigi, durante l’ultimo congresso della Società Europea di Cardiologia, perché le terapie vanno personalizzate, ma anche la prevenzione delle malattie cardiovascolari varia a seconda delle età. «Alcuni "capisaldi" valgono sempre: non fumare, fare attività fisica e mangiare in modo corretto sono consigli buoni a 20 come a 50 anni» osserva Marino Scherillo, presidente dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri. Le regole per un’alimentazione sana andrebbero però apprese al massimo entro i 30 anni, stando allo studio Ikaria condotto in Grecia su circa 1500 persone: in questo modo sale la probabilità di tagliare il traguardo degli 80 anni in salute. I ricercatori greci hanno svelato la "ricetta" per una dieta amica del cuore: «L’elemento principale è l’olio d’oliva, usato come condimento ogni giorno e fonte di preziosi grassi mono e polinsaturi — spiega Roberto Ferrari, past president dell’ESC e docente di cardiologia all’Università di Ferrara —. Usato crudo ha proprietà antinfiammatorie e antiossidanti». Secondo "pilastro" del mangiar sano i vegetali, con frutta e verdura che dovrebbero costituire un terzo dei cibi quotidiani; via libera a patate, pesce (minimo 3 volte alla settimana), pasta e pollame, meglio concedersi con parsimonia carni rosse e dolci. Confermati anche gli effetti positivi del vino bevuto con moderazione (un bicchiere a pasto) e la sostanziale innocuità del caffè, se non si superano le 3-4 tazzine al giorno.

Entro i 30 anni è bene aver già iniziato a praticare un’attività fisica per mantenere il cuore in salute, optando per un esercizio ad alta intensità. «Il ballo è perfetto, fa bruciare molte calorie ed è divertente, elemento che aiuta a non "mollare" dopo i primi entusiasmi» consiglia Scherillo. Lavori troppo stressanti e straordinari aumentano invece il rischio d’infarto, come ha dimostrato uno studio finlandese discusso a Parigi. Trent’anni è poi l’età in cui molti si sposano, altra scelta che può allungare la vita: secondo una ricerca canadese su 4500 vittime di infarto, essere sposati può fare la differenza perché significa arrivare prima in pronto soccorso; uno studio dell’American Psychological Association rincara la dose affermando che un matrimonio felice triplica la probabilità di sopravvivenza dopo un’angioplastica. Tutto ciò è vero specialmente per gli uomini, che sposandosi si ritrovano per casa una sorta di "angelo custode" della salute. Attenti perciò al divorzio, che stando a dati raccolti dall’Università dell’Ohio è una specie di shock per gli over 30: dopo la separazione gli uomini tendono ad accumulare chili di troppo, mettendo su la pancetta tanto pericolosa per la salute di cuore e vasi (tendenza che si combatte, più che a furia di addominali, con un esercizio aerobico costante: bicicletta, corsa, nuoto, da praticare a una frequenza cardiaca alta).

Un consiglio alle donne, che proprio fra i 30 e i 40 anni spesso diventano madri: è bene controllare la salute del cuore prima di mettere in cantiere un bimbo. «Le donne partoriscono sempre più tardi e più facilmente quindi sono obese, ipertese, diabetiche — spiega Nicola Surico, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia —. E il cuore nelle ultime settimane di gravidanza e durante il parto è esposto a un superlavoro». Un consiglio "unisex" per chi ha fra i 40 e 50 anni è fare attenzione alla salute della bocca: uno studio finlandese ha dimostrato che nell’85% delle placche coronariche si trovano batteri responsabili di ascessi dentali. Quando si è nel pieno dell’età adulta contano molto anche qualità e quantità del sonno. Per ridurre il rischio di ipertensione bisogna dormire almeno 6 ore per notte. Possibilmente senza russare: le apnee notturne sono associate a una maggiore incidenza di problemi cardiovascolari e andrebbero risolte velocemente (spesso basta perdere i chili di troppo). Ed è bene evitare di coricarsi subito dopo cena: secondo una ricerca su mille over 50, aspettare almeno un’ora prima di andare a letto riduce il pericolo di ictus. A questa età però le intemperanze a tavola e la sedentarietà cominciano a chiedere il conto e moltissimi si ritrovano con qualche fattore di rischio per le malattie cardiovascolari: colesterolo o glicemia alta, pressione oltre i limiti.

Ricevere le cure giuste dipende anche dalla scelta del medico. Uno studio condotto su oltre 5 mila pazienti in 12 Paesi europei, Italia inclusa, ha rivelato che la probabilità di essere curati al meglio per i propri fattori di rischio cardiovascolari è più alta quando il medico di base è più anziano e se visita meno di 200 pazienti alla settimana, riuscendo così a trovare più tempo per ciascun assistito. L’imperativo, anche dopo i 50, è perdere peso se necessario. Alle donne in menopausa leggermente in sovrappeso, ad esempio, basta perdere 4 chili per diminuire la frequenza cardiaca e regolarizzare il battito. Infine, una regola d’oro sempre valida: tenersi alla larga dalla rabbia perché, soprattutto quando ci si sente impotenti di fronte alle emozioni negative, raddoppia il rischio di infarto. Meglio ridere. «Ridendo i vasi sanguigni si "rilassano", si riduce così la pressione e cala il rischio di infarto. Se invece siamo stressati e preoccupati per la maggior parte del tempo, il corpo in allerta produce più adrenalina, le coronarie si stringono, sale la frequenza cardiaca e se c’è aterosclerosi il rischio di infarto è concreto» conclude Ferrari.