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Un party per riparare gli oggetti

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Un party in cui si ripara e si impara a riparare tutto quello che non funziona più. Sembra la solita trovata americana ma in realtà è un progetto per metà tutto italiano.

L’idea è infatti di Ugo Vallauri e Janet Gunter che, a Londra, hanno dato a vita ai cosiddetti Restart parties, incontri pubblici organizzati nei pub, nelle gallerie d’arte o nelle biblioteche a cui partecipano volontari disposti a mettere le proprie competenze a disposizione di chi non ha dimestichezza con cacciaviti e fili elettrici ma possiede un elettrodomestico ormai fuori uso.

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Un progetto, il Restart project, sviluppato non solo per condividere informazioni e capacità ma anche per stimolare un modo più responsabile di utilizzare gli apparecchi elettrici ed elettronici per contrastare la crisi e dare una mano all’ambiente. "C’è chi vuole riparare la radio a cui è affezionato e chi, colpito dalla recessione, non ha i soldi per comprarsi un pc nuovo, ma c’è anche chi ha portato ad aggiustare il lettore dvd e gli hanno risposto che non conviene, meglio comprarne uno nuovo", come ha spiegato Ugo Vallauri.

Restart project è anche una piattaforma online su cui gli utenti possono segnalare le attività commerciali o i singoli a cui è possibile rivolgersi per riparare un apparecchio o per comprarne uno di seconda mano. Attraverso il portale è possibile, inoltre, ottenere suggerimenti utili per fare da sé le riparazioni, magari anche con un tocco di creatività.

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Nella capitale britannica i Restart parties stanno riscuotendo un discreto successo tanto che l’obiettivo dei due ideatori è quello di esportare questi incontri anche in altri Paesi.

Chissà quindi che presto non se ne organizzi uno anche in Italia.