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Stiamo consumando il nostro pianeta

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Oggi consumiamo piu’ risorse di quelle che la Terra puo’ fornire senza impoverirsi e colmiamo la differenza rubando l’acqua che scorre in falde acquifere che non si rigenerano, bruciando foreste che si trasformano in deserto, pescando tanti pesci da spopolare i mari. C’e’ gia’ di che preoccuparsi, ma il futuro – in assenza di una rapida correzione di rotta – e’ ancora piu’ preoccupante: il bilancio si aggravera’ pesantemente gia’ nel 2030. E’ l’allarme contenuto nel “Living Planet Report”, il rapporto biennale realizzato dal Wwf in collaborazione con la Zoological Society di Londra e il Global Footprint Network, che nell’anno internazionale della biodiversita’ e a pochi giorni dall’apertura della Conferenza di Nagoya che dovra’ decidere le nuove strategie per fermare il tasso di perdita della biodiversita’ al 2020.

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Quello che emerge e’ un quadro grave, che offre anche una chiave di lettura per capire la crisi economica che stiamo attraversando: una crisi che s’intreccia con la minaccia di bancarotta ecologica. Sovrappopolazione, sprechi, disattenzione hanno portato a un saccheggio crescente delle materie prime e delle fonti energetiche che oggi hanno un andamento fortemente instabile dal punto di vista dei prezzi e disastroso dal punto di vista ambientale: la depurazione dell’acqua, la fertilita’ del suolo, la stabilita’ dell’atmosfera (e quindi del clima) sono servizi gratuiti che la natura offre e che la crescita umana senza controllo sta minando.

Il Living Planet Report sara’ presentato mercoledi’ 13 ottobre in diretta mondiale webcast con la partecipazione della giornalista di Al Jazeera Veronica Pedrosa. Dalle 14 alle 15, su Repubblica.it, due esperti del Wwf (il direttore scientifico Gianfranco Bologna e la responsabile per la sostenibilita’ Eva Alessi) risponderanno in diretta alle domande di chi si collega.