Mancin ha lavorato perché Pepper e altri robot potessero entrare nelle corsie pediatriche, a partire dall’Ospedale Pediatrico di Padova, come strumenti di quella che viene chiamata robotica sociale o robot therapy: un modo per usare la tecnologia per creare un momento di serenità, proprio come fanno la clownterapia o altre attività di supporto. I robot sono stati programmati anche per parlare più lingue, così da poter coinvolgere bambini con origini diverse: non macchine che sostituiscono le persone, ma strumenti per creare un rapporto di fiducia e distrazione positiva per i bambini ricoverati.
In pratica Pepper:
- intrattiene i piccoli pazienti parlando, cantando, scherzando e facendo giochi interattivi;
- distrae i bambini nei momenti più difficili, ad esempio prima di un esame o di una terapia dolorosa, contribuendo a ridurre lo stress;
- interagisce con le emozioni del bambino grazie a sensori, telecamere e sistemi di riconoscimento che gli permettono di reagire a voce, volto e comportamento; per esempio può rispondere a un sorriso o cercare di consolare un bambino spaventato.
- viene usato come supporto non farmacologico, cioè come aiuto per diminuire ansia e paura senza ricorrere soltanto a farmaci sedativi.
- Ospedale Pediatrico Salesi (Ancona)
È uno dei casi più vicini a Padova. Qui è stato sperimentato il robot umanoide NAO, chiamato Estrabot, e successivamente Pepper, ribattezzato Sally da una piccola paziente. I robot accompagnano i bambini nel percorso preoperatorio, dalla stanza fino alla sala operatoria, aiutandoli a rilassarsi e distraendoli prima dell’anestesia. - Ospedale Santissima Annunziata di Taranto – Pediatria e Oncoematologia pediatrica
Qui è stato introdotto Aphel, un robot umanoide che gioca, parla, balla e interagisce con i bambini ricoverati o in day hospital. È stato pensato soprattutto come supporto emotivo per affrontare procedure come prelievi, biopsie e altre terapie impegnative. - Azienda Ospedaliero-Universitaria Federico II – Chirurgia pediatrica
Un gruppo di ricerca ha sperimentato Pepper con bambini ricoverati per valutare se l’interazione con il robot potesse ridurre stress e ansia nelle fasi prima e dopo l’intervento chirurgico. - Progetti di ricerca in Piemonte
In collaborazione con università e aziende sanitarie piemontesi sono stati studiati robot umanoidi come Pepper e NAO per possibili applicazioni nell’assistenza sanitaria e nell’interazione con bambini, compresi percorsi legati a bisogni educativi e terapeutici. - Bambino Gesù a Roma
I risultati principali sono stati:
- riduzione del disagio emotivo: durante le visite con NAO il 70,8% dei bambini non mostrava segni osservabili di disagio, rispetto al 25% nelle precedenti visite tradizionali degli stessi pazienti;
- la quota di bambini con disagio grave o molto grave è scesa dal 20,8% nelle visite senza robot al 4,2% con NAO;
- si sono osservati anche meno artefatti dovuti al movimento e tempi procedurali più brevi, probabilmente perché i bambini riuscivano a collaborare meglio e a rimanere più fermi durante gli esami;
- secondo i genitori, il robot aiutava a spostare l’attenzione del bambino dalla procedura medica, rendendo l’ambiente più prevedibile e meno minaccioso.
Photo credit immagine di copertina: TEDxReggioEmilia 2018 – Humanity Beyond Humanity
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