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Rapporto Unep, contro la fame meno sprechi e più agricoltura biologica

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Ogni giorno il pianeta si popola di 200 000 nuove bocche da sfamare. Nel 2050 l’umanita’ sara’ costituita da 9.2 miliardi di persone, contro i 6.2 di oggi. La soluzione che spesso viene proposta per affrontare questo aumento e’ di incrementare la produzione agricola del 50% entro quella data.

Non e’ pero’ cio’ che ritiene il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep), secondo il suo rapporto dedicato alla crisi alimentare pubblicato il 17 febbraio in occasione della riunione annuale a Nairobi. L’organizzazione Onu sostiene infatti che per sconfiggere la fame planetaria e’ prima di tutto necessario combattere gli sprechi, rendendo piu’ efficienti la catena di produzione alimentare e i sistemi di riciclaggio.

Il rapporto evidenzia le grosse perdite di cibo edibile che si verificano nei Paesi del Sud del mondo (pessimi metodi di stoccaggio ad esempio) e l’enorme spreco della societa’ occidentale: nel Regno Unito un terzo degli alimenti acquistati viene gettato, negli Usa 100 000 miliardi di dollari di cibo finisce nella spazzatura ogni anno. In definitiva meta’ degli alimenti prodotti nel mondo viene sprecato.

Ma il rapporto evidenzia altre questioni. Secondo l’Unep un’altra arma contro la fame sara’ l’agricoltura biologica, che fornisce prestazioni migliori di quelle dell’agricoltura tradizionale basata sul massiccio impiego di pesticidi e fitofarmaci: dove sono state impiegate tecniche biologiche, o quasi biologiche, la produzione e’ all’incirca raddoppiata.

L’agricoltura biologica inoltre e’ in grado di preservare meglio l’acqua e la fertilita’ del suolo, due beni che iniziano a scarseggiare.