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Per l’Ue i rifiuti di Napoli sono una vergogna

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La situazione dei rifiuti in Campania è "una vergogna che va avanti da anni" e per cui "non ci saranno soluzioni veloci". Lo ha affermato il commissario Ue all’ambiente Janez Potocnik davanti alla commissione petizioni dell’Europarlamento.

L’Unione Europea è ancora in attesa di un piano dettagliato per fronteggiare la situazione rifiuti in Campania, sempre ai limiti dell’emergenza: basta un intoppo anche piccolo nell’ingranaggio, perché ricompaia la spazzatura nelle strade.

Nel 2007 sono già stati bloccati 145 milioni di fondi Por e Fas destinati alla Campania, una procedura di infrazione aperta dalla commissione europea. Ora la regione rischia una nuova multa. Il programma per realizzare i termovalorizzatori va avtni a rilento e nessuna azienda si è fatta avanti nella gara per l’impianto di Napoli Est, peraltro osteggiato dal Comune. La raccolta differenziata a Napoli è su percentuali ancora molto basse, intorno al 20 per cento. La discarica di Chiaiano è stata chiusa e quella di Terzigno è quasi satura, mentre secondo i commissari europei in Campania servirebbero siti per otto milioni di metri cubi: ma dove, se nessuno li vuole?

Lo smaltimento dei rifiuti in Campania è stato "malgestito", ha sottolineato il commissario all’ambiente, e così "i problemi si sono accumulati", al punto che "siamo arrivati a una situazione in cui ci vorranno almeno vent’anni per smaltire le ecoballe, è spaventoso".

Per questo "io non penso che ci saranno soluzioni veloci", ha ribadito Potocnik davanti alla commissione dell’Europarlamento presieduta dall’eurodeputata pdl Erminia Mazzoni. Bruxelles ha già inviato all’Italia una notifica formale nell’ambito della procedura d’infrazione ma, ha assicurato il commissario, "posso garantire che continueremo a seguire la situazione da vicino".

Allo stesso tempo, però, "anche se si dovrà trovare una soluzione complessiva e che richiede tempo" al problema della gestione dei rifiuti, altre misure come la raccolta differenziata "devono essere messe in atto e in fretta, non ci sono scuse", ha concluso Potocnik.