Padre Bianchi: il mio mantra è Non Sprecare | Non Sprecare
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Padre Bianchi: il mio mantra è Non Sprecare

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 Antonio Galdo ha sempre detto “provate a immaginare quale sarebbe stato l’undicesimo comandamento: non sprecare”: questa sua provocazione teologica sembra trovare riscontro nelle parole di Enzo Bianchi, il famoso priore della comunità di Bose che, interrogato sulle pagine di Panorama da Stefania Berbenni, alla domanda “E il suo mantra qual è?” ha candidamente risposto: "Non sprecare. Dobbiamo tornare alla regola di San Benedetto della misura. Pensi ai frigoriferi pieni… I poveri non solo bussano ma entrano da tutte le parti. Non buttare via: un’autoeducazione". Constatata la consonanza di idee tra noi e il grande religioso, pubblichiamo un estratto dell’intervista.

“Questo dottore in misericordia, con la laurea in economia in tasca e Dio nell’anima, è un intellettuale finissimo, un religioso puro, priore della comunità monastica di Bose (Biella) da lui fondata nel ’65, aperta a uomini, donne, protestanti, ortodossi, cattolici: qualcosa di rivoluzionario in tempi di integralismi religiosi e di nazionalismi antirazziali. Scrive libri, pareri; raramente si concede per festival e tv, quasi mai per interviste”.

E dei mass media cosa pensa? "Nell’Impero romano c’erano gli strilloni nelle piazze che se la pigliavano col nemico e incitavano alla guerra, alle torture… Piuttosto, perché nessuno ha chiamato guerra l’intervento umanitario in Libia? Questa sì che è una responsabilità".
Quali allora i nuovi volti del male? "Siamo una società bugiarda. Negli ultimi 20 anni c’è stata una crescita generalizzata: si dice una cosa e se ne pensa un’altra, si mente allo Stato nella dichiarazione dei redditi, si rilascia falsa testimonianza in tribunale. È il male dominante la menzogna fino alla calunnia".
La calunnia? "La calunnia e la menzogna sono diventate metodo anche fra cristiani".
Padre, un altro male, anno 2012? "Mi chiami Enzo… C’è una specie di indifferenza che ci ha preso. Un’indifferenza al male. Non ci si scandalizza, non abbiamo l’indignazione dentro".
Eppure si sta muovendo la società civile, gli indignados e anche gli intellettuali dopo anni di Aventino (e fatti loro) hanno "messo la faccia". "Sì, nell’ultimo anno ci sono i segni di un risveglio nella gente che fa domande, però rimane l’atteggiamento di fondo".
Quale? "Fate pure, a patto che non tocchiate il mio mondo. Una specie di non prossimità. Siamo disposti a dare 50 euro per i terremotati ma non a invitarli a cena a casa nostra spendendone 10. Perché la prossimità ci fa paura".
Sociologi e psicoanalisti parlano di una crescita del narcisismo: cosa ne pensa? "È un male banale, espressione dell’individuo. Altra cosa è l’individualismo esasperato dei nostri tempi, che è il vero male".
Ci aiuti a capire. "La soggettività anni 60, preziosa scoperta, a poco a poco si è corrotta in soggettivismo e in individualismo. Ora c’è un individualismo disperato e feroce secondo il quale i desideri si trasformano in diritti. E si vuole che gli altri li soddisfino. È una regressione. Pura barbarie".
Come se ne esce? "È un problema educativo e culturale. La scuola, i genitori devono di nuovo dire: ‘Io devo fare venire al mondo una persona. E farla crescere con capacità di umanizzazione’".
Significa? "Che io mi faccio più uomo, che penso al significato e alle conseguenze delle mie azioni. Da giovane strappavo l’erba, così, per gioco. Perché? Manca una grammatica umana".
Quale la sintassi? "Rispettare animali, natura, uomini. Insegnare la pluralità. Diventare esperti in differenze e in complessità". La tv degli esordi aveva una funzione educativa. Ora? "Noi non abbiamo la tv in comunità. Ma quando sono in trasferta e sono in hotel, l’accendo e non trovo una trasmissione che aiuti gli uomini a crescere in umanità. Io vado poco in video, massimo due volte l’anno. Chi va di più non è più ascoltato".
Ma esiste una classifica del male? "L’ottavo vizio capitale è la superbia: uno pensa se stesso come un dio e gli altri come una cosa, uno strumento. Non li guarda. Dittatori (Stalin, Hitler, Gheddafi) presi dalla vertigine dell’orgoglio hanno esercitato la tirannia, con la sessualità brutale, l’arroganza violenta…"
Allora? "Io ragiono così: noi uomini, tutti, possiamo cadere e fare del male, anche un omicidio, che è la cosa più terribile (spero si capisca cosa intendo), perché trasportati dall’impeto. Però possiamo anche scegliere. È grave l’ipocrisia dei politici che difendono la famiglia e poi conducono una vita sistematicamente contro i valori della famiglia. Chi invoca la giustizia trasparente e poi dà scandalo".
Le cronache sono impietose: molti i cristiani che non brillano. Non dovrebbero dare l’esempio? "Non abbiamo solo la coscienza. Abbiamo anche il Vangelo che ci dice di non rubare, non dire il falso, non corrompere, non desiderare la donna d’altri…"
"Siate sobri" è il mantra degli ultimi mesi: giusto? "Da anni stiamo godendo con facilità e senza consapevolezza dei beni, sfruttando i paesi poveri".
E il suo mantra qual è? "Non sprecare. Dobbiamo tornare alla regola di San Benedetto della misura. Pensi ai frigoriferi pieni… I poveri non solo bussano ma entrano da tutte le parti. Non buttare via: un’autoeducazione".