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Lavare le verdure prima di mangiarle serve a eliminare i batteri?

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Lavare i cibi prima di consumarli – specie le verdure – è sempre buona cosa. Siamo tuttavia sicuri che questa pratica sia sufficiente? Che serva davvero a ridurre il rischio d’infezione o intossicazione? Secondo un nuovo studio il pericolo di trovarsi un qualche batterio killer rimane anche dopo aver lavato il cibo.

Sono gli scienziati dell’Università di Purdue (Usa) ad aver messo in dubbio l’efficacia del lavare le verdure. Nella fattispecie, la dottoressa Amanda Deering, che ha coordinato lo studio, afferma che «gli [agenti] patogeni si trovano in tutti i tessuti importanti, compreso il tessuto che trasporta le sostanze nutritive nelle piante». In questo modo, è facile che anche la verdura che abbiamo appena acquistato contenga in una qualche misura uno o più batteri.
Nello specifico, lo studio si è concentrato sulla presenza del famigerato E. Coli e la salmonella. Lo scopo era determinare se questi agenti patogeni possono eludere l’acqua e il lavaggio scavandosi un nascondiglio in profondità, in posti non raggiungibili dall’acqua.

Per stabilire tutto questo, i ricercatori hanno di proposito contaminato il tessuto vegetale di alcune piantine di arachidi e di fagioli mung. Queste piante sarebbero poi state esaminate per verificare dove gli agenti patogeni si erano “nascosti”. Il lavoro è stato più difficile del previsto, in quanto era difficoltoso capire dall’esterno dove i batteri si fossero annidati. Per scoprirlo, i ricercatori hanno dovuto tagliare le piante a fettine.
Ma il metodo, ahimè, si è rivelato impreciso, perché questo processo permette ai batteri di muoversi. Così, gli scienziati, hanno deciso di provare in altro modo.

Si sono armati di nastro adesivo per bloccare la posizione dei batteri e, in più, hanno utilizzato uno speciale processo che rendeva fluorescenti gli anticorpi in modo da poter individuare meglio gli agenti patogeni attaccati.
Dopo di questo, finalmente, gli scienziati hanno potuto evidenziare la gran varietà di batteri presenti nei vegetali. Questi erano addirittura centinaia, in quasi ogni tipo di tessuto vegetale, e aumentavano con il passare del tempo. Alla fine dello studio, durato 12 giorni, erano davvero tanti, forse troppi.

Dopo questi esperimenti, di cui si rende conto in completezza sul Journal of Food Protection and Food Research International, i ricercatori sono giunti alla conclusione che il semplice lavaggio delle versure può sì eliminare i batteri che si trovano sulla superficie, ma non quelli che nel frattempo si sono insediati all’interno dei tessuti, e che hanno ormai contaminato il cibo.
Ma c’è ancora una speranza, e ce la danno sempre i nostri cari scienziati: per eliminare i batteri che pensavano di averla scampata, basta sottoporre ad adeguata cottura gli alimenti. In questo modo, anche quelli che si erano nascosti all’interno dei tessuti dovrebbero morire – per fortuna.
[lm&sdp]