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L’autostrada “infinita”

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IL primo spreco della politica, e della pubblica amministrazione, e’ non fare le cose. O farle male. Sembra un concetto elementare, quasi banale: eppure se la politica ha una dimensione morale, un profilo etico, questa viene calpestata quando, per esempio, non si rispettano gli impegni presi con gli elettori. In questi giorni la cronaca ci consegna altri due morti tra i cantieri infiniti dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, nota anche come il corpo di reato piu’ lungo d’Italia. I lavori sono iniziati nel 1997, dodici anni fa, e non sono mai finiti, neanche parzialmente. Con il risultato, ecco il primo spreco, che il costo di 6mila miliardi di vecchie lire di lavori e’ gia’ triplicato. Una parte di questa montagna di soldi, secondo spreco, e’ finita nelle casse della malavita organizzata. I lotti dei lavori, cantiere per cantiere, sono stati divisi tra le famiglie della “ndrangheta”, compresa la percentuale, non meno del 3 per cento, sulle forniture di materiali. Il supertestimone Pietro Speranza, abile regista del riciclaggio dei soldi dei traffici delle bande calabresi, ha descritto, come in un film americano, le riunioni tra i boss della “ndrangheta” in una villa di campagna a Torremezzo di Falconara, in provincia di Caserta, per accordarsi sulla spartizione degli appalti. Tanto che la cartina stradale della A3 e dei suoi cantieri e’ diventata una sorta di organigramma delle famiglie piu’ potenti in Calabria.
I tempi si allungano, i costi vanno alle stelle, la malavita si infiltra, la sicurezza dei cittadini diminuisce. Il circolo vizioso dello spreco, visto attraverso l’osservatorio della Salerno-Reggio Calabria, contiene una sconcertante sincronia, con una serie di anelli ognuno incastrato nell’altro. E con la politica sconfitta nella sua missione al servizio dei cittadini. Eppure, proprio nella costruzione delle autostrade, siamo stati in un recente passato i piu’ bravi del mondo. I primi della classe. Il cantiere della famosa Autostrada del Sole, simbolo e corsia di scorrimento del boom economico, che pure smontava mezza Italia contadina, fu inaugurato il 19 maggio del 1956. Il primo tronco dell’autostrada fu aperto solo due anni dopo, e l’intero percorso, che univa il Nord e il Sud del paese, fu completato nell’ottobre del 1964. Allora la politica decideva, e non sprecava.

Da: Il Messaggero