La corte costituzionale italiana costa tre volte quella inglese
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Basta sprechi: la corte costituzionale italiana costa tre volte quella inglese

Una spesa pubblica gonfiata da privilegi di ogni sorta, benefit distribuiti con strane logiche e dei giudici che prendono il triplo dei loro colleghi europei: la spending review in Italia oltre che tagliare gli sprechi può darci un Paese più normale.

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Nel 1991 Giulio Adreotti, allora presidente del consiglio, firmò una direttiva per “contenere la spesa pubblica”: lo scopo era, tra gli altri, quello di limitare l’uso e abuso delle auto blu, che all’epoca pesavano sul bilancio per 1.400 miliardi di lire all’anno. Nel 2013 siamo sempre di fronte a una spesa che viaggia attorno al miliardo di euro. La spending review in Italia ha diversi punti da attaccare, se vuole essere uno strumento veramente efficace. E i soldi risparmiati potrebbero essere destinati, ad esempio, alla prevenzione dei disastri naturali.

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TUTTI I PRIVILEGI DEI POLITICI. Se confrontiamo i dati italiani relativi al grande insieme politica-pubblica amministrazione con quelli di altri paesi dell’Unione Europea, il risultato è abbastanza demoralizzante.
Abbiamo il più alto numero di parlamentari eletti tra i paesi del mondo occidentale, uno ogni 60mila abitanti contro uno ogni 112mila in Germania e uno ogni 560mila negli Stati Uniti.

Anche per quanto riguarda i giudici possiamo vantare un record: quelli della Corte Costituzionale, come certifica un’accurata indagine pubblicata sul sito www.lavoce.info a firma di Roberto Perotti, hanno uno stipendio pari al doppio dei colleghi canadesi e al triplo di quelli inglesi e americani. Una pensione media di un giudice costituzionale italiano viaggia attorno ai 200mila euro l’anno, e lo Stato ogni giorno, per ogni giudice costituzionale spende 750 euro di auto blu.

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I COSTI DELLE AMMINISTRAZIONI REGIONALI. Le nostre amministrazioni ci regalano spesso e volentieri degli scandali, di cui ho spesso parlato su Non Sprecare. Nel frattempo l’estero ci fornisce degli esempi da cui sarebbe bene prendere ispirazione: in Germania, qualche mese fa Udo Paschedag, vice ministro verde della Bassa Sassonia, è stato licenziato in tronco dal suo governatore solo perché utilizzava come auto di servizio un’Audi 8, giudicata una vettura “eccessiva” per un uomo di governo regionale. In Gran Bretagna il premier David Cameron va spesso in Parlamento a piedi e la sua foto in metropolitana ha fatto il giro del mondo.

Per assomigliare di più alle persone “normali” (e per tagliare inutili sprechi) Cameron ha abolito il corteo di motociclisti che lo scortava ovunque Cameron ha abolito, spending review anglosassone, il corteo di motociclisti che tradizionalmente scortava il premier in città. E mentre i consiglieri regionali friulani si fanno rimborsare abiti e persino giocattoli, in Svezia l’obbligo di rendere “ufficiali” le note spese degli eletti è scritto nella costituzione.

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SPESA PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. La spesa complessiva pro-capite della nostra pubblica amministrazione, è pari a 13.092 euro a cittadino, rispetto a una media dell’Unione europea di 11.956 euro. La “normalità”, nel mondo occidentale, è quella di una pubblica amministrazione che costa anche in base alla qualità dei servizi che rende: servirebbe ripristinare, oltre ad una “normalità” nei volumi di spesa, anche una “normalità” negli stili di vita. Basterebbe che i ministri prendessero qualche volta in più i mezzi pubblici, come fanno tutte le persone “normali”, tutti i cittadini che loro governano.

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