In Cina il degrado ambientale costa il 3% del PIL | Non Sprecare
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In Cina il degrado ambientale costa il 3% del PIL

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La cattiva qualità dell’aria a Pechino ha raggiunto livelli esorbitanti. Qualche giorno fa una densa nube grigia ha costretto le autorità a chiudere alcune strade e molti voli hanno subito disagi. Se il Governo cinese rassicura la popolazione ed il mondo, le rilevazioni effettuate dai diplomatici americani descrivono scenari decisamente più allarmanti.

Lo smog è provocato principalmente dalle centrali a carbone (forniscono il 70% dell’energia totale, ndr), ma anche dall’aumento del numero di automobili in circolazione. Pensate che l’anno scorso mediamente sono stati immatricolati 2mila nuovi veicoli ogni giorno, in contesti urbani che sono già a dir poco congestionati dal traffico.

La Cina conta 13 delle 20 città più inquinate del mondo. Oltre all’inquinamento atmosferico, a preoccupare a livello sanitario è anche la qualità dell’acqua, minata da un’eccessiva quantità di fluoro e contaminanti. Inoltre, circa un decimo delle terre coltivate risulta contaminato da metalli pesanti.