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Il volto imperfetto dell’iPad

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Il day after, ovvero il giorno in cui l’iPad ha mostrato il suo volto imperfetto. L’infatuazione iniziale si stempera gia’ in una disincantata routine: mi sento come un bambino che si e’ stancato subito dell’ultimo, rivoluzionario gadget che gli hanno appena regalato. la vigilia di Pasqua e dopo aver scritto due pezzi piuttosto entusiasti sul nuovo tablet per il mio giornale, salgo sul treno per Woodstock dove andro’ a trascorrere il week-end.

E qui il mio amato gioiellino mostra le sue prime magagne. Lo estraggo dalla borsetta ? dove e’ entrato senza difficolta’ grazie alla sua taglia super leggera ? e clicco sull’icona Safari per navigare in Internet. Accesso negato, mi risponde subito una finestrella pop-up. Che stupida, rifletto tra me e me, scordavo di aver acquistato il modello che funziona solo in Wi-Fi. Per collegarmi nei luoghi dove non c’e’ connessione wireless avrei dovuto aspettare il modello Wi-Fi/3G/A-GPS, nei negozi Usa alla fine del mese. Decido di chiamare il numero verde della Apple per sapere se posso cambiare il tablet, acquistando quello con scheda AT&T incorporata che ? attraverso una connessione telefonica cellulare – mi permetterebbe di farlo funzionare ovunque. Certo che puo’ cambiarlo, mi risponde un centralinista, gentilissimo, dall’altra parte del filo (cambiare la merce acquistata, qualsiasi essa sia, e’ comunissimo, in America), Pero’ dovra’ pagare una penale del 10%. Il vero ?scoglio’, mi spiega l’operatore, e’ un altro. L’abbonamento AT&T vale solo per gli Stati Uniti, se viaggia all’estero, e’ soggetta a roaming, come un normale cellulare. Sempre che non voglia acquistare il servizio dati di una compagnia telefonica locale. Lo ringrazio e riattacco.
Il roaming, come sa bene chi viaggia spesso, puo’ raggiungere tariffe esorbitanti. E non me la sento di acquistare una micro SIM per ogni paese che visito. A questo punto mi conviene viaggiare portandomi dietro il PC portatile, per quanto obsoleto, in dotazione dal mio giornale, dove la connessione Internet almeno e’ gratuita. Io ho rinunciato all’iPad proprio per questo motivo, mi spiega al telefono un’amica che fa la spola tra Londra e New York, Non posso permettermelo.
L’indomani mattina, domenica, accendo il mio iPad per scrivere un articolo. Non posso farlo. Tranne il Blocco Note giallo – Notes – non esiste un programma di scrittura. Su suggerimento di un amico, scarico Pages, un’applicazione compatibile con Word. Sono andata sul sito dell’Apple Store, dove con 9.99 dollari ho potuto comprare quello che, molto modestamente, la Apple definisce il piu’ bel programma di videoscrittura mai disegnato per un dispositivo mobile. In effetti, l’interfaccia di Pages e’ molto simile a quella di Word e poi Pages ti permette anche il salvataggio di documenti in Word, proprio come Numbers e Keynote, i programmi gemelli, rispettivamente, di Excel e PowerPoint. Navigando in rete, scopro anche che per $69 dollari posso acquistare l’Apple Wireless Keyboard, una tastiera esterna senza fili. Forse questo risolverebbe in parte il problema delle ditate sullo schermo, sempre piu’ fastidioso ma non quello dell’eccessiva luminosita’ dello schermo che, sotto il gia’ cocente sole primaverile, diventa praticamente illeggibile.
Se volessi chiamare mio fratello in India con Skype non potrei neppure vederlo perche’ il mio iPad non possiede una Webcam, al contrario della stragrande maggioranza dei miniportatili che in America ormai hanno raggiunto prezzi stracciati. Chiamo di nuovo la Apple per lamentarmi del problema e l’operatore cerca di vendermi l’estensione della garanzia per la non proprio modica cifra di 99 dollari. Il suo attuale supporto tecnico telefonico dura solo 90 giorni, mi avverte. Un’amica che si e’ fatta prendere la mano ha gia’ speso altri 500 dollari in applicazioni e accessori vari. Sono delusa. Mi rendo conto che, oltre ad essere una macchina succhia?soldi, l’iPad, da solo, non potra’ mai sostituire del tutto il mio portatile, anche perche’ l’assenza di una porta USB mi impedisce di collegarlo alla mia stampante non wireless. Eppure, se dovessi tornare indietro, lo riacquisterei. Perche’ e’ bello, leggero, velocissimo, intuitivo e facile da usare. E perche’ lo posso portare con me ovunque, come un ombrello, un quotidiano e un libro.

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