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I rifiuti raccolti sul monte Everest diventano arte

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Trasformare 1,7 tonnellate di rifiuti raccolti sul monte Everest nel 2011 in originali opere d’arte. Ci hanno pensato quindici artisti nepalesi che hanno ripreso i materiali raccolti dai volontari: bombole d’ossigeno vuote, lattine, tende strappate, corde, scarponi, scale in alluminio lacerato e sacchetti di plastica abbandonati da trekker e scalatori e li hanno trasformati in 75 sculture.

In particolare, le opere, esposte a Kathmandu nell’ambito della mostra “Art Project Everest 8848″ hanno lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo il problema dei materiali di scarto abbandonati sulle pendici del monte più alto del mondo. Ad esempio, vi sono medaglie create con l’alluminio delle lattine e addirittura una statua realizzata a partire dal relitto di un elicottero schiantatosi nel 1974 nel Campo n° 2 dell’Everest.

Il prezzo delle opere va da 1500 rupie, circa 20 euro a 200.000 rupie, quasi 2800 euro. Il ricavato della vendita andrà a finanziare programmi di sensibilizzazione ed educazione al rispetto ambientale della regione dell’Everest.

Obiettivo principale: raccogliere fondi sufficienti per far diventare l’esposizione una mostra itinerante in tutta la regione, sottolineando così il danno ambientale causato dalle spedizioni.

Kripa Rana Shahi, direttore del gruppo artistico Da Mind Tree ha commentato l’iniziativa evidenziando: “L’Everest è il nostro fiore all’occhiello nel mondo, non dovremmo darlo per scontato. La quantità di spazzatura sta danneggiando il nostro orgoglio”.