I problemi di Milano: il miracolo può diventare un incubo - Non sprecare
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A Milano non è tutto oro ciò che luccica. Il rischio è fare la stessa fine di Londra: una città per ricchi

Il costo della vita è altissimo. Dai trasporti pubblici agli affitti. Gli sfratti per morosità sono schizzati del 600 per cento. Una persona su sette vive sotto la soglia di povertà. Così il “miracolo” Milano diventa un incubo

Il termometro più sensibile è il costo del biglietto per una corsa in metropolitana. Due euro. Quasi il doppio di Napoli e Roma. Parte da qui, un osservatorio quotidiano, un fotogramma quasi ignorato del film “Miracolo Milano”:  come questa città rischia di diventare insostenibile. Troppo cara, troppo per ricchi, troppo divisiva e poco inclusiva, come sono le metropoli davvero sostenibili.

Finora la narrazione su Milano si è concentrata tutta sulla sua crescita. Anche sfornando luoghi comuni e frasi fatte. Per esempio: che cosa significa «capitale morale del Paese»? Forse a Milano si ruba meno che in altre parti d’Italia? Forse qui c’è un’etica diversa? Non sembrerebbe, se almeno stiamo alle notizie di cronaca.

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COSTO DELLA VITA MILANO

Ancora: Milano è una città-calamita per i giovani. Ci mancherebbe. Dove volete che vadano i ragazzi a caccia di opportunità, e con un buon curriculum di studi, e di lavoro? Certo non possono soffocare a Roma, o galleggiare tra Napoli e Palermo. Milano ha tutto, e non da oggi, per attrarre i giovani. È una piccola metropoli, con un’ottima rete di trasporto pubblico (motivo in più per aprire gli occhi di fronte ai prezzi dei biglietti della metro). Funzionano scuole e università. Nasce una start up al giorno. Arrivano a ciclo continuo società con profili internazionali che cercano manodopera qualificata e italiana.

I numeri stanno sempre più certificando la tendenza dei giovani a privilegiare Milano rispetto a qualsiasi altra città italiana. Tra il 2015 e il 2019, ovvero in appena quattro anni, i giovani tra i 18 e i 30 residenti a Milano sono cresciuti del 7 per cento. A Roma sono diminuiti del 5 per cento. Un rovesciamento delle proporzioni, considerando che Roma è ancora, almeno sulla carta, la capitale d’Italia.

COSTO AFFITTI MILANO

Proprio guardando avanti, e in particolare rispetto alla crescente domanda dei giovani, il rischio di una città insostenibile, e spaccata in due, con ineguaglianze insopportabili, è sempre più alto. Una stanza in affitto, anche per un ragazzo, in centro, costa più di 600 euro al mese. E allo stesso tempo in un solo anno, il 2019, gli sfratti sono aumentati del 600 per cento.

Milano è la città dove una persona ogni sette vive sotto la soglia della povertà, con periferie molto trascurate rispetto alle zone centrali, che sono oggetto di continue operazioni immobiliari. Cantieri che si aprono per costruire case e uffici e riqualificare interi quartieri. Operazioni a cavallo tra finanza e immobiliare con plusvalenze stellare. Ma silenzio tombale su un vero Piano casa per le zone più disagiate della città.

Che succede lungo questo trend? Semplice: si replica, in scala più ridotta considerando il numero dei cittadini, il film visto a Londra. Una metropoli cosmopolita diventata il regno prediletto di arabi e russi, con i giovani, e innanzitutto i londinesi, espulsi sempre più verso la periferia della città, a est come a ovest. Ecco: Milano potrebbe diventare la Londra italiana. Costo della vita altissimo, molta droga, tanta solitudine, distanze sociali abissali. E fuga verso le periferie,  con evidente scontentezza. Pronta a esplodere appena il ciclo vitale del denaro che gira dovesse invertirsi.

MILANO CITTÀ INSOSTENIBILE

Il percorso sul quale la città è avviata è esattamente questo. Un Rapporto firmato Ubs Price and Earnings già oggi colloca Milano al settimo posto delle città più care del mondo, una classifica che vede in testa Zurigo. Ma dove i conti non tornano è nel rapporto tra il costo della vita e gli stipendi, i salari e in generale il potere di acquisto. E infatti nella classifica per i salari, tra le metropoli di tutto il mondo, Milano precipita al posto numero 27, mentre nella classifica per il potere di acquisto è già crollata al posto numero 37. Ciò significa che la città, pur tanto cresciuta e celebrata, non è sostenibile. E farebbero bene a tenerlo presente i suoi amministratori, cercando di non limitarsi, in ogni occasione, all’auto-celebrazione del “miracolo Milano”. Anche perché un certo tipo di miracoli, in un attimo possono diventare degli incubi.    

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