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I giovani e l’alcol, una vera emergenza

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di Garattini Silvio

Le nuove droghe

Cosa succede ai ragazzi, maschi e femmine, giovanissimi? Sembrano essere alla ricerca di una forma di auto distruzione. Ai consumi di cannabis, anfetamine e cocaina si aggiunge anche l’alcol. I dati presentati in questi giorni dall’Istat, anche se passeranno inosservati e magari procureranno un po’ di fastidio ai politici, sono veramente impressionanti e preoccupanti. Il 13,6 per cento dei giovani fra gli 11 ed i 15 anni di età beve alcolici, si tratta di una specie di iniziazione a quanto accadrà nell’età successiva, la tendenza a bere senza freni fino a raggiungere la perdita di controllo. Non sono poche persone, sono ben circa 600 mila giovani! La sede più frequente per queste "bevute" è rappresentata dalle discoteche, la giornata più negativa è il sabato. Considerando i consumi si assiste ad una diminuzione dell’impiego di vino e birra mentre aumenta l’assunzione di aperitivi, amari e superalcolici. Il Centro-Nord e soprattutto il Nord-Est è la sede principale dei consumi d’alcol mentre contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare i consumi sono proporzionalmente più alti nei piccoli comuni rispetto alle grandi città. Questi sono i dati più significativi che confermano allarmi precedenti e soprattutto la segnalazione dell’aumento dei giovani con intossicazioni alcoliche acute che arrivano ai pronti-soccorso. Quali sono le conseguenze? Molte sono note per gli adulti ma sono invece poco conosciute trattandosi di un fenomeno nuovo per quanto riguarda i giovanissimi che impiegano una sostanza come l’alcol dotata di un forte tropismo cerebrale in una situazione in cui il cervello non ha ancora completato la sua maturazione. Basti pensare che l’alcolismo determina una distruzione delle cellule nervose con conseguente atrofia cerebellare, forme di epilessia e progressiva demenza in caso di cronicizzazione. A questo si possono aggiungere danni al sistema nervo- so periferico con forme di neuropatie nonché deficit circolatori ed epa-topatie che possono essere particolarmente gravi in soggetti che hanno già subito lesioni da virus. Iniziare da giovanissimi a bere comporterà probabilmente anche un’anticipazione dei tumori che riconoscono nell’alcol un grave fattore di rischio, in particolare per quanto riguarda i tumori della bocca, del tratto gastroenterico e del fegato. La probabilità di tumori aumenta in concomitanza con un altro grave fattore di rischio, il fumo. Alcol e fumo si potenziano vicendevolmente per quanto riguarda il cancro e purtroppo chi beve ha spesso anche la cattiva abitudine di fumare. Infine non va dimenticato che l’alcol induce anche una forma di tossicodipendenza in una frazione significativa dei bevitori abituali. Cosa si pub fare? Nessuno ha la bacchetta magica ed i comportamenti dei giovani quando diventano di moda sono molto difficili da cambiare. Certamente occorre chiamare in causa i genitori che non possono non accorgersi delle condizioni in cui ritornano a casa i propri figli. E molto importante cercare di fare un lavoro educativo, ma è necessario anche intensificare attività repressive per chi vende o facilita l’utilizzo di alcolici ai minorenni. Va anche presa in considerazione la possibilità di mettere sulle etichette dei superalcolici scritte simili a quelle presenti sui pacchetti di sigaretta. Va pure discussa la opportunità di impedire la pubblicità di tutte le bevande alcoliche. Si dirà che sono le solite cose ma chi ha consigli migliori si faccia vivo. Il problema è serio e non bisogna avere paura di provvedimenti impopolari che possono avere modesti successi nel breve termine, ma hanno il merito di attirare l’attenzione di tutti sulla gravità di comportamenti che possono minare il futuro dei giovani. Se crediamo veramente che i giovani debbano avere un futuro è il momento di agire.

 

 

 

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