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Giostre sott’inchiesta

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Non solo ha indagato per «lesioni personali colpose» il titolare della giostra di Venaria dove sono rimaste ferite sei persone, tra cui quattro bambine. Il procuratore Raffaele Guariniello annuncia un’inchiesta a tappeto per verificare la manutenzione delle giostre sul territorio di Torino e provincia. La decisione è maturata dopo il sopralluogo degli ispettori dell’Asl To 3 – su mandato di Guariniello – a Venaria. La giostra «Twister Sombrero» di Nello Cena è risultata non in regola, nonostante la certificazione positiva rilasciata da un architetto il 1° aprile scorso. Inadeguata, secondo il pool del magistrato, è anche la valutazione, sempre positiva, redatta da un ingegnere nel marzo 2010.

Nonostante i giudizi favorevoli, la «Twister Sombrero» ha molti elementi non idonei a garantire la sicurezza dei bambini. A partire dalla presenza di alcune parti arrugginite. La perplessità circa il suo stato di efficienza e di sicurezza è tale da indurre il pm alla valutazione di un’eventuale iscrizione nel registro degli indagati anche dei due tecnici che hanno firmato i certificati, ad aprile e un anno fa. Potrebbero essere entrambi indagati per concorso in lesioni personali colpose. Non basta, Guariniello va oltre e punta a un’attività di prevenzione sul fronte della tutela di chiunque – bambino o adulto – salga su una giostra. L’indagine, a macchia di leopardo, sarà affidata agli ispettori delle varie Asl di competenza territoriale. Nel frattempo, verrà affidata una perizia sul caso specifico di Venaria, a supporto dell’attività svolta ieri dagli ispettori durante il sopralluogo

Fin qui, l’aspetto giudiziario. Per quanto concerne le condizioni di salute della bambina undicenne, che più degli altri ha riportato ferite nel drammatico incidente, a preoccuparsi è lo stesso titolare della «Twister Sombrero».

«In questo momento della giostra mi interessa poco – ammette Nello Cena – l’importante è che stiano meglio le bambine ferite. Sono andato a trovare quella più grave al Regina Margherita e ho parlato con i genitori. Sono contento che stia meglio». Oltre alla preoccupazione per la salute della bambina, Cena aggiunge: «Non mi era mai successo un incidente del genere, sono profondamente amareggiato. Ci tengo a precisare che ho fornito tutti i documenti e le autorizzazioni agli inquirenti. La giostra era stata controllata e ha superato le verifiche. Un cedimento strutturale non si può prevedere».

È quanto sostiene anche Giulio Bodino, il presidente dell’Associazione spettacoli viaggianti della Confesercenti, cui è iscritto Cena. «È stata una terribile fatalità – esordisce Bodino -, quella giostra girava dal 1992, non è affatto vecchia».

Gli elementi raccolti dalla procura, tuttavia, raccontano un’altra verità. Ieri la polizia municipale di Venaria ha emesso un’ordinanza di sospensione di tutte le attività in piazza Ravera. Le stesse famiglie dei minori feriti invocano giustizia. Tre di loro hanno già presentato una denuncia per lesioni personali colpose. Troppo grande la paura provata l’altro ieri pomeriggio, quando è stata sfiorata la tragedia. Perché, improvvisamente, si è spezzata la parete di una di queste grosse scodelle: proprio quando girava vertiginosamente si è aperta in due pezzi. Quattro bambine e una donna sono state scaraventate nel vuoto e contro la recinzione del luna park. Un’altra ragazzina, minorenne, è stata colpita da un pezzo in plastica che si è staccato dalla giostra. E, in un attimo, è stato il finimondo.

Tanti bigliettini di auguri, intanto, per la piccola undicenne ricoverata all’Infantile. Ieri è stata sottoposta ad un’altra Tac, che ha escluso complicazioni legate al trauma cranico. Se non sorgeranno complicazioni, potrebbe essere dimessa nei prossimi giorni.

«Il cedimento strutturale delle parti metalliche di una giostra non è assolutamente facile da prevedere. Se poi il ferro è racchiuso nella vetroresina, diventa tutto ancora più complicato». Parola di Massimo Piccaluga, discendente di una storica famiglia di giostrai. Piccaluga è anche il vicepresidente nazionale dell’Anesv–Agis, l’associazione nazionale esercenti spettacoli viaggianti, che raggruppa migliaia di giostrai. Sostiene: «Un incidente può capitare, pure se viene eseguita tutta la manutenzione prevista. Anche gli aerei precipitano per dei guasti improvvisi. Eppure dovrebbero essere super sicuri».

Per far capire quanto basso sia il rischio di un incidente su una macchina da luna park, Piccaluga snocciola qualche dato sull’assicurazione. «Il “Twister Sombrero” sul quale è avvenuto il cedimento è già un’attrazione considerata “grande” e il premio assicurativo su questi mezzi va dagli 800 ai 1000 euro all’anno. Questo è già un indicatore importante per comprendere quanto basso sia considerato il livello di rischio». Piccaluga sospira. «Guardi, quanto avvenuto a Venaria è stato terribile. E a noi giostrai, che viviamo per far divertire e sorridere i bambini, dispiace molto. Lei non immagina quanto. Soprattutto se, come in questo caso, ci sono dei bambini feriti».

Il vicepresidente Anesv-Agis continua: «Da alcuni anni si presta molta attenzione alla sicurezza delle giostre: infatti, dopo l’acquisto, prima di farle girare è necessario ottenere una serie di permessi rilasciati dopo accertamenti tecnici approfonditi». Il «Twister Sombrero» di Venaria è stato fabbricato nel 1992 e Nello Cena lo ha acquistato due anni fa. «È stata un’occasione», ha ammesso lo stesso Cena. Ma quanto dura la vita di una giostra? «Non è possibile quantificare la durata media di uno spettacolo viaggiante – risponde molto chiaramente Piccaluga – perché dipende da molti fattori. Anzi, spesso le attrazioni che in Italia non vengono più impiegate nei luna park, non sono dismesse o rottamate. Ma vengono ricondizionate ed esportate all’estero». Dove continuano a caricare e a far divertire i bambini.