Per molti decenni le aree umide, territori nei quali l’acqua è presente in modo permanente e durante buona parte dell’anno, sono state considerate come territori malsani, da bonificare, anche perché venivano considerati ambienti ideali per la diffusione di alcune infezioni come la malaria. Più avanti nel tempo, le aree umide sono state eliminate anche per fare spazio a coltivazioni intensive, quartieri residenziali, centri commerciali, strade e autostrade. Risultato: oggi coprono appena il 6 per cento della superficie terrestre, ma nonostante questa percentuale così bassa svolgono una funzione essenziale per gli ecosistemi e innanzitutto per mitigare gli effetti disastrosi della crise climatique.
Que sont-ils
In termini non certo scientifici possiamo definire le aree umide una via di mezzo tra ambienti terrestri e acquatici, e già questo le rende uniche. Paludi, acquitrini, bayou, stagni, lagune, torbiere, ma anche delta dei fiumi e mangroves: quando l’acqua – dolce o salmastra – ricopre e impregna un suolo, al punto che quando camminate sotto le suole resta sempre appiccicato del terreno umido o fangoso, allora siete in un’area umida.
Où ils sont
Aree umide si trovano in qualsiasi continente del mondo, tranne che in Antartide. Sono molto diffuse nelle zone tropicali e subtropicali; nelle grandi regioni del Nord (per esempio Finlandia, Russia e Canada); all’altezza del delta di grandi fiumi come il Nilo e il Mekong; in molte parti dell’Asia sud-orientale e dell’Africa equatoriale, dove le piogge sono sempre abbondanti. In Italia, tra le più aree umide ci sono il delta del Po, le Valli di Comacchio e anche la Laguna di Venezia rientra in questa categoria.
L’importanza per l’ambiente
Con l’aggravarsi della crisi climatica, sono aumentati anche gli studi che dimostrano l’importanza strategica, per l’ambiente, delle aree umide, e smontano le vecchie teorie in base alle quali bisogna bonificarle. In particolare le aree umide:
- Assorbono, specie le torbiere, anidride carbonica, riescono a immagazzinare quantità enormi di carbonio, più delle forêts, e di fatto abbattono i gas serra. Si calcola che le aree umidi contengono circa un terzo del carbonio mondiale, e se abbandonate e degradate possono rilasciare le emissioni racchiuse nel loro suolo.
- Filtrano l’acqua in modo naturale, in quanto trattengono materiali inquinanti, residui di pesticidi e fertilizzanti sedimenti. In queste aree l’acqua si ripulisce, prima di arrivare ai fiumi o direttamente al mare.
- Funzionano come spugne, specie durante le alluvioni o le piogge torrenziali: assorbono acqua, per poi rilasciarla nei periodi di siccità. Appena 0,4 ettari di zone umide riescono a immagazzinare 3.800 metri cubi di acqua.
- Proteggono la biodiversità: sono, infatti, territori naturali nei quali vivono uccelli migratori, anfibi, insetti impollinatori, pesci e piante rare.
- Difendono le coste: specialmente le paludi salmastre e le lagune attenuano la forza delle onde e aiutano in caso di mareggiate e di erosione delle coste.
- Favoriscono attività economiche come la pesca, l’agricoltura e il turismo naturalistico.
- Il ripristino delle aree umide per la difesa militare. Dallo sciagurato attacco della Russia all’Ucraina (2022), diversi paesi europei confinanti con il paese governato da Vladimir Putin (Polonia, Finlandia, Estonia, Lettonia e Lituania) hanno iniziato a valutare il ripristino di aree umide bonificate nei decenni passati. Si tratta, in pratica, di allagare le aree bonificate in modo da trarne vantaggi ambientali, ma innanzitutto per proteggere meglio le zone interessate da eventuali attacchi militari. Proprio l’esperienza dell’Ucraina ha dimostrato che il terreno paludoso, tipico delle zone umide, è un ostacolo insuperabile per i mezzi militari corazzati. E questo può essere molto utile per la difesa dei paesi confinanti con la Russia.
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