Che cosa si può curare con la vela

Dalle malattie rare alla riabilitazione oncologica, la velaterapia sostiene il recupero fisico, l’autonomia e il benessere psicologico.

Gruppo di adulti partecipa a un’attività di velaterapia in mare

La vela, oltre a essere uno sport meraviglioso, che mette a contatto diretto con la natura e con il mare, presenta anche un valore terapeutico molto alto e crescente, che si sta espandendo in diverse direzioni patologiche. Ha avuto un grande successo, per esempio, il programma intitolato Listo para navegar, portato avanti dall’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna per i giovani pazienti colpiti da malattie rare dello scheletro. Ma la velaterapia funziona, come supporto fisico e psicologico, anche con i malati di cancro, le persone colpite da patologie neurologiche e reumatiche, da disabilità motorie, dai disturbi dello sviluppo e da problemi di salute mentale.

La parola “curare” va però intesa nel suo significato più ampio. La vela non sostituisce i farmaci, la fisioterapia, la psicoterapia e gli altri trattamenti indicati dai medici, ma può affiancarli come terapia complementaria. Le attività in barca stimolano il movimento, l’equilibrio, la capacità di orientarsi e la collaborazione. Allo stesso tempo aiutano a recuperare fiducia, autonomia e relazioni sociali, soprattutto quando le uscite vengono inserite in un percorso seguito da medici, psicologi, fisioterapisti, educatori e istruttori qualificati.

Malattie rare dello scheletro

Ragazzo partecipa a un’attività di vela adattata con due istruttori

La vela può diventare una forma di terapia ocupacional para niños con enfermedades raras dello scheletro. Regolare una cima, mantenere la posizione durante la navigazione e partecipare alle manovre richiedono l’uso coordinato delle braccia, del tronco e dell’equilibrio. Le attività devono essere adattate alle condizioni fisiche di ciascun partecipante e svolte con personale sanitario e nautico preparato.

Pronti a Salpare dell’Istituto Ortopedico Rizzoli. Il progetto è nato come studio sperimentale dedicato ad adolescenti con malattie rare scheletriche. I partecipanti sono stati seguiti da genetisti, fisiatri, riabilitatori, psicologi, ingegneri e istruttori di vela. I primi dati raccolti hanno indicato effetti positivi sul movimento e sullo stato psicologico. Dopo la fase pilota è stato avviato anche uno studio comparativo per valutare in modo più strutturato i risultati della velaterapia.

Marinando ODV. L’associazione di Marina di Ravenna ha collaborato con il Rizzoli alla parte pratica di Listo para navegar. Mette a disposizione imbarcazioni, istruttori e volontari per attività educative e riabilitative rivolte a persone con disabilità o fragilità. Ogni ragazzo viene coinvolto nella vita dell’equipaggio secondo le proprie possibilità, evitando che l’esperienza si riduca a una semplice gita in barca.

Enfermedades neurologicas

Uomo esegue una manovra in barca con l’aiuto di un istruttore

La navigazione richiede di coordinare i movimenti, controllare la postura, osservare ciò che accade intorno alla barca e reagire ai cambiamenti del vento. Queste attività possono essere utili nei percorsi dedicati a persone con Parkinson, esclerosis múltiple, epilessia e altre patologie neurologiche. Non esiste però un unico programma adatto a tutti: intensità, durata e tipo di esercizio devono essere decisi in base alla malattia e alle condizioni della persona.

ParkinsOnLake sul Lago de garda. Il corso è dedicato alle persone con malattia di Parkinson ed è promosso dall’associazione HYAK APS insieme all’ASST Garda e a ParkinZone APS. Le uscite permettono ai partecipanti di sperimentare forme di movimento adattato e di lavorare sull’equilibrio, sulla coordinazione e sulla capacità di collaborare con gli altri membri dell’equipaggio.

Il viaggio di ESPRIMO di Fondazione Tender To Nave Italia. Il progetto è stato sviluppato con il Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento dell’Università di Verona per persone adulte con esclerosis múltiple. La vita a bordo e le attività nautiche sono state utilizzate per favorire autonomia, partecipazione e consapevolezza delle proprie capacità, all’interno di un percorso preparato insieme ai professionisti che seguivano i partecipanti.

Disabilità motorie

Donna in carrozzina governa una barca a vela accessibile

Le persone che utilizzano una carrozzina o presentano limitazioni agli arti possono partecipare alla navigazione grazie a barche accessibili, pontili senza barriere e comandi adattati. In alcune imbarcazioni è possibile raggiungere il timone con la propria carrozzina e prendere parte direttamente alle manovre. La vela diventa così un’occasione per allenare il tronco e gli arti superiori, ma anche per sperimentare autonomia e responsabilità.

Liberi nel Vento a Porto San Giorgio. L’associazione organizza corsi di avvicinamento alla vela e percorsi agonistici per persone con disabilità. Utilizza imbarcazioni delle classi 2.4mR e Hansa 303 e dispone di una base nautica accessibile. I corsi prevedono lezioni teoriche e uscite in mare con istruttori, consentendo ai partecipanti di proseguire anche con allenamenti e regate.

Sea4All di Tiliaventum. Il progetto si svolge a Lignano Sabbiadoro e propone attività nautiche durante tutto l’anno. La barca a vela Càpita permette di salire a bordo e governare il mezzo restando sulla propria carrozzina, manuale o elettrica. Pontili, percorsi e servizi sono accessibili e le attività comprendono corsi, uscite, regate e giornate aperte a persone con disabilità motorie, sensoriali o cognitive.

Enfermedades reumáticas

Due donne partecipano a una tranquilla uscita in barca a vela

Nel campo delle malattie reumatiche le esperienze di velaterapia sono ancora limitate e riguardano soprattutto la Fibromialgia, una condizione caratterizzata da dolore diffuso, affaticamento e disturbi del sonno. Non esistono al momento protocolli clinici consolidati che indichino la vela come trattamento della malattia. Le iniziative disponibili hanno principalmente un valore sociale, ricreativo e di sensibilizzazione e devono essere affrontate tenendo conto del dolore, della stanchezza e delle indicazioni del medico.

Le veleggiate dell’Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica. AISF organizza insieme alla Lega Navale Italiana giornate in mare in diverse città. Le persone con fibromialgia possono partecipare alle uscite insieme ai volontari e ai soci delle sezioni locali. Lo scopo principale è contrastare l’isolamento, favorire la condivisione e far conoscere una patologia ancora poco compresa.

Vela e Salute della Lega Navale Italiana di Palermo. Il programma unisce incontri dedicati alla prevenzione e alla salute a veleggiate con persone seguite da associazioni di pazienti. Tra i partecipanti ci sono anche persone con sindrome fibromialgica. Non si tratta di un centro di cura, ma di un’iniziativa che utilizza il mare per favorire partecipazione, relazioni e benessere.

Trastornos del desarrollo

Ragazzo impara a sistemare una cima con l’aiuto di un’istruttrice

La vita a bordo segue regole precise e assegna a ogni membro dell’equipaggio un compito riconoscibile. Per questo può essere utile nei progetti rivolti a persone con autismo, sindrome di Down, sindrome dell’X Fragile e altre condizioni che coinvolgono lo sviluppo cognitivo e relazionale. Le attività devono essere preparate insieme a famiglie ed educatori, rispettando i tempi di adattamento, le modalità comunicative e le eventuali sensibilità sensoriali.

Buon Vento – Tutti a bordo. Il progetto, sostenuto da ANGSA e dalla Fondazione Italiana per l’Autismo, accoglie sull’imbarcazione Ocean Bird persone con autismo, sindrome dell’X Fragile, sindrome di Down e altre condizioni, insieme alle famiglie e alle associazioni del territorio. Le tappe lungo le coste italiane prevedono uscite organizzate per piccoli gruppi, in modo da rendere l’esperienza più gestibile e coinvolgente.

Licitación a la Fundación Nave Italia. La Fondazione realizza da anni progetti di educazione, riabilitazione e inclusione a bordo del brigantino Nave Italia. Tra i partecipanti ci sono persone con autismo, sindrome di Williams, sindrome di Down, dislessia e altre condizioni genetiche o cognitive. Marinai, educatori e partecipanti condividono i turni, le attività quotidiane e i laboratori, trasformando la vita a bordo in un esercizio concreto di autonomia e collaborazione.

Salud mental

Piccolo equipaggio in barca a vela durante il tramonto

La vela viene utilizzata anche nei percorsi di rehabilitación psicosocial. Governare una barca impone di restare nel presente, comunicare con gli altri e affrontare piccoli imprevisti. Il gruppo diventa un equipaggio nel quale ciascuno ha un ruolo. Queste caratteristiche possono aiutare a contrastare l’isolamento, rafforzare l’autostima e recuperare gradualmente fiducia nelle proprie capacità.

Una Vela per Tutti ad Ancona. Il progetto dell’Ancona Yacht Club integra un corso teorico e pratico di vela con un percorso di psicoterapia di gruppo. Le attività sono realizzate insieme al Dipartimento di Salute Mentale dell’AST di Ancona. Le valutazioni condotte sui partecipanti hanno indicato miglioramenti nella qualità della vita percepita e una riduzione del ricorso ad alcune prestazioni sanitarie e alle urgenze psichiatriche.

Vento di Ponente – Cambio di Rotta. Il percorso è promosso dal Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze dell’ASL1 ligure insieme alla Fondazione Tender To Nave Italia. Le persone seguite dai servizi partecipano a un programma che culmina nell’esperienza a bordo del brigantino. Il lavoro coinvolge psichiatri, psicologi, educatori e terapisti della riabilitazione ed è orientato alla crescita personale, all’inclusione e alla cittadinanza attiva.

Riabilitazione oncologica

Tre donne sorridono insieme durante un’uscita in barca a vela

La velaterapia non cura il tumore, ma può accompagnare la riabilitazione fisica e psicologica durante o dopo le terapie. Salire a bordo permette di tornare a svolgere un’attività concreta, recuperare fiducia nel corpo e condividere l’esperienza con persone che hanno affrontato percorsi simili. La presenza di medici, psicologi, infermieri e volontari rende l’attività più sicura e coerente con le necessità dei pazienti.

Il progetto Velando. L’iniziativa è stata realizzata dal Ministero per le Disabilità insieme alla Lega Navale Italiana e alla Federazione Italiana Vela. Ha coinvolto persone con malattie oncologiche, rare e degenerative e persone con disabilità motorie, cognitive e sensoriali. Le uscite in barca sono state utilizzate per promuovere autonomia, relazioni, competenze e fiducia nelle proprie possibilità.

Sognando Itaca di AIL. Nato nel 2006 sul Lago di Garda, il progetto è dedicato alle persone con leucemie, linfomi, mieloma y otra tumori del sangue. Le barche ospitano pazienti in fase riabilitativa, skipper, medici, infermieri, psicologi, volontari e familiari. Le uscite puntano soprattutto al recupero della qualità della vita, alla socialità e alla riabilitazione psicologica dopo il periodo delle cure.

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