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“E’ la fisica, Mister President”

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Perche’ Barack Obama dovrebbe aver perso il sonno dietro al suo libro?
Un amico ha dato una copia alla moglie Michelle e lei ha detto che il Presidente l’avrebbe letto di sicuro, perche’ ama i saggi scientifici. E chi meglio puo’ convincerlo, se non un’entusiastica First Lady?.

Provate a farvi ricevere dal simpatico professor Richard Muller e nell’ufficio all’Universita’ di Berkeley, California, potrete giocare al Presidente degli Stati Uniti. Avrete di fronte i problemi planetari del momento e le loro caratteristiche, soprattutto le informazioni-base che non avete mai osato chiedere su Al Qaeda, armi nucleari e biologiche, petrolio, fotovoltaico ed economia dell’idrogeno, piu’ riscaldamento globale e corsa alla Luna e a Marte (e altro ancora). Un magnifico Risiko del XXI secolo traboccante di dati e suggerimenti, nato come ciclo di lezioni per capire come funziona il mondo e che si e’ trasformato in un libro, appena tradotto. Si chiama Fisica per i presidenti del futuro e anche chi non ha mai sognato la Casa Bianca, nemmeno per scherzo, si trovera’ con il cervello sottosopra.

Professore, lei e’ di casa a Washington: e’ consigliere per i dipartimenti della Difesa e dell’Energia oltre che della Nasa e la sua societa’ GreenGov offre consulenze a molti Paesi. Come si comporta Obama?
Spero di vederlo presto con il mio libro sottobraccio. Intanto l’inizio e’ incoraggiante, ma lo scopo del saggio non e’ imporre consigli: prima di tutto e’ informare a fondo. Cosi’ chi ha grandi responsabilita’ puo’ prendere decisioni migliori.

E’ una pretesa ambiziosa: che cosa significa in concreto?
Un esempio: non importa se si e’ a favore o contro il nucleare. Il punto e’ che si deve capire che cos’e’. Poi le opinioni possono cambiare, ma solo quando si ha il quadro complessivo.

Lei dedica un capitolo alle false soluzioni e un altro alle soluzioni a portata di mano. Tra le prime mette l’idrogeno, le auto elettriche e la fusione nucleare: cosi’ ridimensiona alcune tra le speranze piu’ grandi. Le piace la parte del provocatore?
Spiego che l’errore di molti e’ sostenere che un tipo di energia – quella che preferiscono – debba essere usata a discapito delle altre. Chi e’ a favore del solare nega il ruolo del vento o del nucleare e chi e’ nuclearista – e si tratta di un’energia fondamentalmente pulita, perche’ i pericoli delle radiazioni vengono esagerati – sbeffeggiano il solare, cadendo nello stesso equivoco.

Nell’elenco cattivo mette il Protocollo di Kyoto e anche Bush la pensava cosi’: non e’ in imbarazzo?
Ci sono ottimi venditori, che strappano l’attenzione dell’opinione pubblica e finiscono per credere alla loro stessa pubblicita’. L’errore piu’ grave e’ proprio l’idea che il mondo avanzato possa ridurre le emissioni di CO2. Solo allora – prosegue il ragionamento – gli “altri” seguiranno l’esempio e il riscaldamento globale si arrestera’. Ma non e’ cosi’: sarebbe vero se tagliassimo le emissioni con tecnologie economiche. Le proposte attuali, invece, sono troppo costose e per di piu’ molti fingono di ignorare le proiezioni dell’Ipcc, l’International panel on climate change dell’Onu: la causa dell’aumento dei gas serra – rivelano – sono Cina e India, non Usa ed Europa. Conclusione: qualunque soluzione costosa non colpira’ mai al cuore il problema.

A proposito di soluzioni possibili, lei si dilunga su quella che sembra un’ovvieta’: il risparmio energetico.
Invece e’ il metodo piu’ importante, piu’ pratico e piu’ economico.

Poi incombe il terrorismo: lei sostiene che non ci sara’ un altro 11 settembre, ma che bisogna prepararsi a scenari meno spettacolari ma piu’ insidiosi.
Sono convinto che il pericolo provenga da tecnologie semplici e a basso prezzo, come esplosivi e benzina, e non da armi nucleari “sporche”, come si teme a Washington. Il futuro e’ degli attacchi low tech.

Perche’ considera la fisica cosi’ fondamentale per capire il mondo? E le altre discipline?
Tutte le discipline scientifiche sono importanti, ma la fisica e’ quella che conosco meglio e che, comunque, e’ legata a 5 tra le questioni che sono percepite come le piu’ urgenti: il terrorismo – come ho detto – e poi energia, nucleare, spazio e mutamenti climatici. La fisica la fa sempre da padrona.

Non sopravvaluta i politici? Chi ha detto che devono sapere tutto? Sono circondati da consiglieri proprio per questo, a cominciare da Obama.
Pensiamo che siano molte le cose che un Presidente debba sapere, per esempio la differenza tra gli sciiti e i sunniti: non puo’ certo chiederlo al segretario di Stato, perche’ diventerebbe immediatamente ridicolo.

Allo stesso modo deve conoscere la fisica delle bombe atomiche e dei reattori nucleari e sapere che cos’e’ il carbone pulito. E anche il riscaldamento globale: alcuni dicono che sia il problema piu’ grave e altri ribattono che e’ un non-senso. Come puo’ un Presidente decidere, limitandosi ad ascoltare i consiglieri che lui stesso ha scelto? Ecco perche’ deve conoscere i fondamenti. Vi convincero’ con un aneddoto.

Lo racconti.

Una studentessa mi dice di una cena con un famoso fisico, che parla della fusione nucleare. Tutti lo ascoltano, finche’ lei vince la timidezza: “Anche l’energia solare ha un futuro”. Il fisico ribatte: “Impossibile. Solo per la California si dovrebbe tappezzare di celle tutto lo Stato”. Ma lei non si scoraggia: “Non e’ vero. Basta 1 km quadrato per produrre un gigawatt”. Lui sbianca: “Controllero’!”. Naturalmente aveva ragione la ragazza. Lo stesso deve fare il Presidente: sfidare i consiglieri. Anche per la fisica si deve dire “Yes, you can!”.

Obama ha lanciato un programma di maxi-investimenti nella ricerca, ma la scienza non e’ popolare tra i politici. Fa eccezione il cancelliere tedesco Angela Merkel, che e’ laureata in fisica. Come crede di convincere i leader a prendere lezioni?
Angela Merkel spicca in Occidente, ma in Cina molti top leader sono ingegneri, a differenza di Usa ed Europa, dove la maggior parte e’ composta da avvocati. E’ chiaro che dovranno fondare sempre di piu’ le decisioni sulle idee della scienza e non sulle idee sbagliate che si hanno della scienza stessa. L’esempio sono le scorie atomiche: circolano piu’ storie horror che dati reali.

Comunque, ammettera’ che, se i politici non le cavano troppo bene, spesso gli scienziati non sono d’accordo e disegnano scenari contraddittori.
Molti scienziati scelgono solo alcuni fatti e li utilizzano per arrivare a conclusioni specifiche, ma in questi casi non sono piu’ bravi ricercatori. Io, invece, sono tra chi si impegna a presentare tutta la storia.

Sul riscaldamento globale ci sono idee opposte e lei le analizza, ma da che parte sta?
Spiego le teorie degli allarmisti e dei critici. Analizzo anche il successo di Al Gore, il quale sostiene che la situazione e’ gravissima, e dimostro cio’ che e’ accurato e cio’ che e’ un’esagerazione. La mia conclusione e’ che, quando si scoprira’ che l’ex vicepresidente ha amplificato il caso, la gente potrebbe respingere la reale questione del riscaldamento globale. Temo che gettera’ via il bambino con l’acqua sporca.

Si trovera’ un terreno comune?
Nella scienza si’, non nelle opinioni. Solo allora si discutera’ che cosa fare.

Chi e’ Muller Fisico
RUOLO: E’ PROFESSORE DI FISICA ALLA UNIVERSITYO F CALIFORNIA AT BERKELEY E RICERCATORE AL LAWRENCE BERKELEY LABORATORY – USA
IL LIBRO: FISICA PER I PRESIDENTI DEL FUTURO – CODICE EDIZIONI