E-book, la carta non abita più qui | Non Sprecare
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E-book, la carta non abita più qui

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L’editore Stefano Angeli per ora si limita a metterli nel suo catalogo su Internet (www.francoangeli.it): 250 libri in formato elettronico, che saliranno a un migliaio entro la fine dell’anno, l’offerta piu’ ricca oggi disponibile in Italia nell’ambito dell’editoria universitaria e professionale, quella che molti ritengono la piu’ indicata ad aprire la strada all’ebook.

Spero di convincerlo a offrire i suoi libri anche sui nostri dispositivi portatili commenta Antonio Tombolini, amministratore delegato di Simplicissimus Book Farm, partner de La Stampa, che commercializza gli unici lettori ebook disponibili attualmente in Italia, l’iLiad e l’iRex, prodotti dalla Rex Technologies della Philips. Gia’: perche’ quando si parla di ebook si intende il lettore digitale – un oggetto di plastica delle dimensioni di un libro in formato paperback, ma piu’ sottile – che contiene nella sua memoria centinaia di libri e permette di leggerli tutti su un unico schermo di carta elettronica piu’ riposante per la lettura di un computer grazie a particelle che riproducono l’inchiostro anche alla luce del sole e simulano le pagine stampate.

C’e’ chi la vede come Umberto Eco, secondo cui il libro digitale non fara’ mai scomparire la carta. Chi la vede come Rupert Murdoch, secondo cui per salvare l’editoria nell’era dei bit bisogna trovare modelli di business a pagamento per libri e giornali come e’ stato fatto per la musica. E chi non trova affatto scontato che un libro – o un giornale – di carta resti sempre piu’ comodo per la lettura. L’idea dietro all’ebook e’ accattivante: anziche’ parole inerti stampate, i lettori hanno testi dinamici immagazzinati in un supporto elettronico che permette loro di leggere, ingrandire, annotare, sottolineare, ricercare, archiviare, in futuro anche ascoltare. La sfida per i produttori e’ sviluppare un apparecchio comodo e facile da usare, trasportabile e fruibile dappertutto, come e’ un libro. Per autori ed editori che sfornano libri, immaginarli per possibili fruizioni multiple (audio libri? Print on demand?). Secondo Elido Fazi (Fazi Editore), l’ebook permette di reintrodurre titoli usciti dal mercato o mai tradotti. Di certo c’e’ che l’ebook alletta perche’ fa risparmiare agli editori i soldi della carta, della stampa e della distribuzione, e permette di riproporre per i contenuti editoriali quel modello di business a pagamento che su Internet non funziona, perche’ nel Web il pubblico si aspetta tutto gratis e – come per la musica digitale e i video – addio copyright. E se il vecchio caro libro di carta affascina ancora, e’ ormai consolidato che l’ebook e’ l’ideale per il mondo degli studenti, dei docenti, di chi fa ricerca, di chi deve aggiornarsi professionalmente, perche’ consente un modalita’ di lettura meno riflessiva, pero’ piu’ funzionale, in grado di garantire una immediata accessibilita’ alle informazioni cercate. Mentre nella scuola dell’obbligo, il sogno e’ addio zainetto straripante di pesanti volumi.

Ma e’ anche vero che finora gli ebook hanno deluso le aspettative. Innanzitutto perche’ i prezzi dei dispositivi hardware sono ancora troppo alti, come sottolinea Gian Arturo Ferrari, direttore generale della divisione libri Mondadori: tra i 350 e i 600 euro (per quelli col wi-fi). Il problema prezzo riguarda anche i titoli: gli editori si giustificano additando l’Iva, che per i libri e’ del 4% ma per gli e-book e’ del 20%. Poi siamo ancora lontani da standard universali che ne rendano intuitivo l’uso ai non tecnofili, sia di impaginazione sia di fruizione: batterie che si scaricano, tasti piccoli, buchi tra le righe, numeri di pagina che non si trovano. Ogni produttore hardware promuove il proprio a discapito degli altri. Per tutelare i diritti d’autore, l’acquisto e’ di fatto una licenza d’uso che consente di scaricare il file e di ricevere una chiave d’accesso che permettera’ all’acquirente di memorizzarlo e di visualizzarlo, ma solo sul proprio pc o sul proprio lettore ebook. Non e’ inoltre possibile stamparlo, copiarne delle parti (per includerle in altri file) e trasmetterlo o renderlo visibile a terzi. Ad oggi Kindle di Amazon, come tutti i lettori di e-book proprietari, e gia’ come l’iPod della Apple per la musica e i film, utilizza il sistema di controllo per la gestione dei diritti cosiddetto Drm (Digital Rights Management) che limita l’utilizzo a un solo dispositivo.

Insomma: mentre fioccano gli accordi tra case hardware, software e di contenuti editoriali (Google con Sony, Apple con Amazon), l’ebook e’ lontano dall’aver conquistato il pubblico che ancora ama leggere. Ma la visione, di creare un oggetto che possa contenere tutti i propri libri e giornali preferiti e li offra in meno di un minuto, pronti e facili da leggere e sfogliare in versione elettronica, resta. I clienti che scelgono gli ebook leggono nel corso dell’anno molti piu’ libri, rispetto agli altri ha osservato Jeff Bezos, il fondatore di Amazon che sulla vendita dei libri via Internet ha fatto la sua fortuna, presentando quest’anno il suo Kindle 2, piu’ maneggevole, potente e capiente del primo Kindle di un anno fa. Da allora anche la Sony ha perfezionato il suo Reader, che pero’ in Italia non e’ ancora in vendita. Amazon negli Usa ha sfornato da poco anche Kindle Dx, che dovrebbe arrivare in Italia nel 2010, con uno schermo piu’ grande che permette di leggere non solo libri elettronici ma epaper, il giornale scaricabile in abbonamento per il formato ebook. L’idea e’ che l’epaper permetta agli editori di risparmiare sui costi di stampa e distribuzione dei loro giornali e tornare in qualche modo al loro iniziale modello di business: vendere abbonamenti.

Secondo una ricerca dell’Associazione Italiana Editori, i ragazzi (6-17enni) che utilizzano le tecnologie hanno un rapporto sempre piu’ stretto con la lettura: qui stanno gli investimenti da fare e forse anche la chiave per identificare il lettore di domani.

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