La fuga dei giovani dalle regioni meridionali è un grande spreco di risorse umane e un impoverimento per il territorio. Il fenomeno è molto accentuato in alcune zone, come la Calabria, e per arginarlo l’amministrazione regionale offre un contributo fino a 1.000 euro al mese a chi continua gli studi universitari nella regione, senza trasferirsi al Nord o all’estero.
La cifra è sicuramente allettante, e va abbinata a un dato: secondo un Rapporto di Almalaurea del 2026, l’88 per cento dei calabresi che vanno a studiare in altre regioni, poi non torna più al Sud.
Il contributo però non è garantito a pioggia, servono anche i risultati da parte degli studenti che restano. Ovvero essere in regola con gli esami e avere ottenuto voti alti. Proprio la media dei voti è il parametro con il quale si misura l’entità del contributo: per chi ha una media del 27 il contributo mensile è di 500 euro; diventano 750 euro a beneficio di chi ha la media del 28; e 1.000 euro se la media sale al 20 o al 30. tutti voti che devono essere abbinati alla condizione di essere in regola con gli esami previsti dal piano di studi.
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