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Crisi di nervi a 14 anni per la playstation spenta

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Il papa’, esasperato, gli spegne la Playstation e lo manda a dormire, perche’ non ne puo’ piu’ di vederlo assorbito dai videogiochi. E lui, quattordicenne disperato, si sfoga colpendo con la fronte le pareti della sua cameretta. Una reazione isterica che disorienta e mette in agitazione il genitore, costretto a chiedere aiuto al 118.

E’ la scena che si e’ consumata l’altra sera in un’abitazione di Bordighera. Un caso insolito per il personale del pronto intervento sanitario, abituato a tutto ma non a questo genere di emergenze.

L’ambulanza e’ arrivata a sirene spiegate, e quando il ragazzino ha visto il medico si e’ deciso a mettere fine alla sua ribellione. Una ripicca che ha escluso la prima ipotesi, legata a uno scenario di possibile sindrome da sovraesposizione a videogames (non a caso, nelle istruzioni dei giochi esistono specifiche avvertenze per i soggetti piu’ sensibili alle sollecitazioni da consolle).

Per la cronaca, le testate contro il muro non hanno prodotto lesioni, a parte un bernoccolo. E’ stato piu’ complesso far riordinare la cameretta messa a soqquadro che prescrivere un farmaco per calmare il ragazzino Playstation-dipendente. L’effetto-tranquillante ha comunque prevalso e l’arrivo del medico ha rotto in modo provvidenziale quella tensione, quella sorta di sfida, che avrebbe potuto sfociare in qualcosa di piu’ grave sotto il profilo dell’autolesionismo.

Il singolare episodio, allarmante sul piano educativo e comportamentale, si e’ verificato nella casa di una famiglia come tante, durante uno dei frequenti bisticci tra genitori e figli sul genere vai a dormire!; no, dai, ancora cinque minuti.

La centrale operativa del 118 imperiese che si e’ occupata della criticita’ non ha registrato nessuna anomalia dal punto di vista sanitario, ma non e’ esclusa una possibile segnalazione ai Servizi sociali della zona: in tal caso, scatterebbe un interessamento di assistenti e psicologi per capire il perche’ di quanto accaduto. I carabinieri, informati dell’accaduto, non hanno riscontrato la necessita’ di procedere a una segnalazione formale: per quanto li guarda, si e’ trattato di una lite in famiglia.

La vicenda richiama l’allarme sociale sulle conflittualita’ generazionali che, nel contesto familiare, spesso diventano esplosive. Questo episodio e’ sintomatico di un sistema da curare – sottolinea Gianni Sciole’, psichiatra e psicoterapeuta che dirige la struttura complessa di Salute mentale e Sert di Ventimiglia e Bordighera. – Bisogna cercare di delimitare confini, stabilendo regole all’interno della famiglia sugli orari per svagarsi con i videogiochi e utilizzare il computer, da Facebook ad altri percorsi sul web. L’uso di questi strumenti tecnologici crea una dipendenza: rappresentano anch’essi un meccanismo illusionale come la droga e l’alcool. Se utilizzati in modo corretto possono rivelarsi utili per la crescita, in caso contrario diventano molto pericolosi. Fino a arrestare la crescita individuale a un livello infantile o adolescenziale.