A volte basta saperlo. I danni a catena dell’alcol sono ben conosciuti dalla ricerca scientifica e da tutti i medici che affrontano questo tipo di patologie legate all’abuso di drink, ma mai una studio così completo e con un campione così ampio aveva portato alla dimostrazione quasi matematica dell’equazione più alcolici, meno vita.
COME RINUNCIARE ALL’ALCOL
La rivista Lancet ha pubblicato i risultati di un’indagine capillare, realizzata dall’università di Cambridge, su 83 studi scientifici in 19 paesi del mondo, con l’elaborazione di oltre 600mila dati. Un’enciclopedia sugli effetti dell’abuso di alcol. E da qui sono venute fuori le equazioni. Per esempio: si vive quattro anni in meno ogni 11 bicchieri di vino, birra e alcolici, consumati oltre i limiti previsti ogni settimana. La vita si accorcia di trenta minuti per ogni bicchiere oltre il limite. E quali sarebbero i limiti? Su questo non c’è accordo unanime nella comunità scientifica, ma una soglia massima viene considerata quella dei due bicchieri.
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EFFETTI NEGATIVI ALCOL
Poi ci sono gli effetti collaterali. Anche in questo caso gravi patologie che se non accorciano la vita, sicuramente la peggiorano. Ictus, malattie cardiovascolari, insufficienza cardiaca. Tumore al seno per le donne; tumore alla prostata per gli uomini. Insomma: non esiste il vino buono o la bevuta buona, esistono dosi consentite e tollerate e abusi che portano a sprecare la salute e, in alcuni casi, la vita.
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DANNI ALCOL
Sono numeri che arrivano in un momento nel quale in Italia stiamo facendo i conti con un paradosso delle nuove generazioni di adolescenti. Fumano meno delle precedenti, probabilmente per il fatto che hanno assorbito tutta la letteratura sui danni delle sigarette, ma bevono di più. Miscelando drink diversi, abusando dei super alcolici, e confondendo il vino con l’acqua minerale.
E iniziano a bere anche molto più presto di prima. Secondo le statistiche, infatti, in Italia un quindicenne su cinque ha già bevuto di tutto, alcolici e super alcolici, e ha attraversato nettamente il confine tra ciò che può essere tollerato e quanto è invece assolutamente pericoloso. Forse, a differenza del fumo, questi ragazzi ancora non sanno bene che cosa rischiano. E sicuramente spiegare e diffondere dati come quelli pubblicati da Lancet può aiutarli a uscire dal pantano dell’ignoranza.
CONSUMATORI A RISCHIO ALCOL
Tra vino, birra, aperitivi vari e superalcolici, i consumatori a rischio in Italia sono diventati 8,6 milioni, dei quali 800mila minorenni e 2,7 milioni over 65. Questi dati arrivano dalla Relazione del ministero della Salute sui problemi legati alla diffusione dell’alcolismo in Italia, e confermano un quadro preoccupante del fenomeno. La stragrande maggioranza (6 milioni di persone) dei soggetti a rischio, sono uomini, mentre la grande abbuffata alcolica (il binge drinking) riguarda il 17 per cento dei giovani in età tra i 18 e i 24 anni. Anche loro in costante aumento.
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