Come si coltivano le rose rampicanti

Hanno rami da 2 a 6 metri e sono perfette per i gazebi, o per ricoprire tetti e pergolati. Si piantano in primavera oppure in autunno.

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Le rose rampicanti sono un tipo di rosa caratterizzata da rami lunghi e flessibili che, a differenza delle rose cespugliose, non crescono in modo compatto e “a cespuglio”, ma tendono ad arrampicarsi o a spandersi lungo supporti verticali o orizzontali.

Si chiamano rosai rampicanti per comodità, per sottolineare il loro sviluppo in verticale che ci suggerisce di farle “arrampicare”, ma in realtà le rose non sono vere piante rampicanti perché non possiedono strutture idonee a questo scopo (ventose e viticci). Semplicemente, alcune varietà producono lunghi rami (dai 2 ai 6 metri) che “camminano” su qualsiasi cosa offra loro sostegno, magari con il nostro aiuto.

Per questi motivi, le rose rampicanti sono molto utilizzate nei giardini, attorno ai gazebi, sui balconi e in terrazza, con l’obiettivo di ricoprire pareti, tetti e pergolati. Inoltre creano delle piacevoli zone d’ombre, molto colorate e vivaci al momento della fioritura.

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Esposizione e clima

A seconda della specie prediligono climi temperati o freddi. In ogni caso amano l’esposizione in pieno sole: le rose rampicanti vogliono almeno 6 ore di luce diretta al giorno. Lasciate abbastanza distanza da altre piante per la circolazione dell’aria, riducendo il rischio di malattie fungine.

Terreno e cure colturali

II terreno ideale per le rose è, in generale, fresco, profondo e ricco di sostanze organiche, da concimare quando si effettuano grosse potature. Per i primi anni, però, i rosai rampicanti non vanno potati, poi si accorceranno di un terzo i rami che hanno dato fiori nell’anno precedente.  Il contenitore della pianta deve essere alto almeno 40-50 centimetri.

Annaffiature

Abbondate con le annaffiature, perché devono nutrire rami molto lunghi. In estate l’acqua serve almeno una volta al giorno.

Quando si pianta

Le rose rampicanti si piantano in primavera oppure in autunno (l’importante è che il clima sia mite), seguendo questo metodo:

  • Scavo: buca profonda circa 40-50 cm e larga 40 cm.
  • Concimazione: arricchite il terreno con compost o letame maturo.
  • Pianta: sistemate la rosa con la base a livello del terreno, coprendo bene le radici.
  • Annaffiatura iniziale: abbondante, poi regolare.
Si consiglia di acquistare piantine già sviluppate e di metterle a dimora da metà ottobre a metà aprile. La fioritura solitamente è primaverile-estiva. La rinvasatura va fatta dopo una mini-potatura a fine inverno.

Quando fioriscono

La fioritura dipende dalla varietà della rosa rampicante.

1. Varietà a fioritura singola

  • Fioriscono una volta all’anno, solitamente tra fine primavera e inizio estate (da maggio a giugno nell’emisfero nord).
  • Producono fiori abbondanti tutti insieme, creando un effetto spettacolare, ma la fioritura dura relativamente poco

2. Varietà rifiorenti

  • Fioriscono più volte nella stagione: primavera, estate e talvolta anche in autunno.
  • I fiori non sono tutti insieme, ma si formano gradualmente lungo i rami.
  • Richiedono una potatura leggera dopo ogni fioritura per stimolare nuovi boccioli.

Una buona idea per far rifiorire una rosa rampicante rifiorente,  è tagliare i fiori appassiti e incoraggiare i rami laterali a produrre nuovi boccioli.

 

Le diverse varietà

Esistono diverse varietà di rose rampicanti, ma le più belle sono cinque.

  • Lady of Shalott. Con bellissimi fiori di colore arancio tendente al giallo. Dal dolce profumo di agrumi.
  • Clair Martin. Foglia rossa, fiori rosa, con sfumatura e riflessi verso il giallo. Bellissima combinazione di colori.
  • Cocktail. Fiori a cinque petali, tendenti al rosso, sfumato e bianco al centro.
  • Fiori appuntiti, con colore rosa luminoso. Molto scenografica.
  • Monsieur Tillier. Fiori a mazzetto color rosa-rosso. Molto originali.

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Problemi e rimedi

Il maggior nemico delle rose rampicanti è il “cancro delle rose”, che si manifesta con zone necrotiche prima sui germogli e poi sugli steli. Altra malattia diffusa è l’oidio, dovuto a eccessi di umidità.

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