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Anche Stanley Kubrick non sprecava

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Anche il maestro Stanley Kubrick era attento a Non Sprecare. Lo scopriamo con piacere leggendo "Stanley Kubrick e me. Trent’anni accanto a lui, Rivelazioni e cronache inedite dell’assistente personale di un genio" (Il Saggiatore, 2012) scritto da Emilio D’Alessandro, autista privato e collaboratore trentennale  del regista, con Filippo Ulivieri. Dopo l’ultimo ciack del capolavoro Shining, i set dell’Overlook Hotel furono smontati. Ecco come: 

«L’arredamento dell’albergo fu messo in vendita: armadi, frigoriferi, quadri, lampade, perfino gli utensili dell’enorme cucina, degli apriscatole ai mestoli. Per non sprecare nulla, Stanley aveva escogitato un sistema che accontentava tutti: chi comprava otteneva un prezzo molto vantaggioso per un oggetto in ottimo condizioni; chi vendeva, ossia la produzione, recuperava una parte dei costi ed evitava di spendere altro denaro per portar via il matriale con una ditta di trasporti».

«Stanley prese per sé il lunghissimo tavolo dove Jack Nicholson aveva battuto a macchina il suo capolavoro e acquistò anche svariate dozzine di sedie, nere e imbottite, che erano state usate nella Gold Room per la grande scena del ballo. Le altre furono distribuite tra gi operai della produzione. Infine, fu immagazinato e conservato il materiale tenico: i pesanti tendaggi di velluto nero che erano stati usati attutire il riverbero nelle stanze dell’Overlook, così come i chilometri di cavi elettrici». 

Stanley Kubrick, un genio anche del risparmio!