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Ama, milioni di euro in consulenze

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Dopo le assunzioni, le consulenze. Per milioni di euro. Franco Panzironi, ad di Ama indagato per Parentopoli, è prodigo con molti: oltre alle 41 chiamate dirette su cui indaga la Procura (la settimana prossima gli interrogatori dei 5 manager sotto inchiesta), spunta una serie di incarichi assegnati dall’ad con le finalità più varie.
Si va dalla «necessità di effettuare uno studio per l’individuazione di aree e siti idonei all’installazione di impianti di termovalorizzazione e discariche», a «necessità di un supporto tecnico per ottimizzare le risorse (medici competenti) per prevenzione e tutela della salute dei lavoratori».
Contratti che non fanno parte dell’inchiesta del procuratore aggiunto Alberto Caperna e del sostituto Corrado Fasanelli, ma che raccontano un sistema: l’Ama, azienda da 7 mila dipendenti, con evidenti difficoltà economiche, alza sì la Tari ai cittadini, ma tra la seconda metà del 2008 e il 2010 spende milioni di euro in consulenze di vario tipo.

C’è un geologo, un medico, molti avvocati (nel 2010, per legali esterni, l’Ama mette in budget 1,9 milioni di euro), un esperto di comunicazione, un «cacciatore di teste». Figure professionali che, evidentemente, a via Calderon de la Barca non esistevano.
Giovanni D’Onofrio, ora vice di Panzironi, ottiene 9 mesi di consulenza per la redazione del piano industriale. La proroga di sei mesi, dal 15 dicembre 2008 al 15 giugno 2009, deliberata il 27 febbraio 2009, viene retribuita con 45 mila euro lordi.

In Ama c’è un incarico, per il «Piano di comunicazione delle campagne e attività istituzionali», anche per Alessandro Incecchi, ex amministratore della «Young e Rubicam», società che insieme ad altre si spartì la «torta» delle campagne anti-Aids volute dall’allora ministro della Sanità Francesco De Lorenzo. In piena Tangentopoli i maghi della pubblicità finirono sotto inchiesta perché, secondo l’accusa, si «sdebitarono» col potente ministro: Incecchi venne arrestato (poi venne assolto).

All’Ama, il pubblicitario ha iniziato la sua consulenza il 23 ottobre 2008. Un primo contratto di 13 mesi, e poi la proroga per tutto il 2010 a 90 mila euro lordi. Nel nugolo di avvocati che difendono la municipalizzata c’è Damiano Lipani: nome certo noto a Panzironi, visto che l’Unire gli affidò un incarico da 201.108 euro. All’Ama gli va anche meglio: a gennaio 2009 l’ad «determina di autorizzare i pagamenti per un importo complessivo di 264.939,91 euro». E, due mesi dopo, a Lipani viene pagata una parcella da 45.716,40 euro.

Tra i consulenti anche Paolo Togni, ex direttore del dipartimento Ambiente del Comune, che ad aprile 2009 lascia il Campidoglio per la presidenza di «Marco Polo» (si è dimesso qualche settimana fa). Attenzione alle date: si dimette il 3 aprile, il 16 va alla Marco Polo e l’8 maggio ottiene l’incarico «per il necessario apporto informativo di analisi e propositivo in materia ambientale». Contratto prorogato fino a maggio 2011: il «necessario apporto» costa ai romani 111 mila euro annui. Con un piccolo particolare: «Marco Polo» è una joint venture di Acea, Eur spa e – guarda un po’ – Ama.
 

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