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Acqua, perche’ d’estate non dobbiamo sprecarla

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In diverse parti d’Italia, specie durante l’estate, l’acqua scarseggia. O magari manca del tutto. Il fenomeno non e’ isolato e rientra in una tendenza mondiale di diminuzione delle risorse idriche. L’Agenzia europea dell’Ambiente ha appena annunciato che l’11 per cento della popolazione dell’Unione ha problemi di approvvigionamento, mentre la Banca Mondiale ha fatto le sue proiezioni per il futuro. La quota globale di esseri umani che sara’ a corto di acqua nel 2050 e’ pari al 45 per cento della popolazione mondiale, mentre era solo l’8 per cento nel 2000. E’ una previsione catastrofica che pero’ rende bene l’idea sui rischi che si stanno accumulando attorno a una risorsa preziosa, sulla quale sono gia’ in corso diversi conflitti nel Sud del mondo. Cioe’ in quei paesi dove alla scarsita’ dell’acqua corrisponde la strage degli innocenti: 1,8 milioni di bambini che ogni anno muoiono per malattie come il tifo, il colera e la dissenteria.
Come possiamo prendere di petto il problema del buco dell’acqua? Innanzitutto non sprecandola. E in Italia siamo, come al solito, agli ultimi posti della classifica per i nostri comportamenti poco responsabili. Il primo spreco e’ a monte del sistema idrico: quasi la meta’ (esattamente il 42 per cento) dell’acqua non arriva a destinazione, nelle nostre case, disperdendosi nella rete. Con lo spreco che ogni giorno si registra nella sola rete dell’acquedotto pugliese, il piu’ grande d’Europa, si potrebbe garantire il rifornimento di acqua in tutta la provincia di Torino. In realta’ negli impianti idrici del paese servirebbero manutenzione e investimenti, ma i gestori, controllati dalle amministrazioni pubbliche come delle piccole Iri, non hanno risorse neanche per l’ordinaria manutenzione. E l’acqua si disperde. Il secondo spreco riguarda i rubinetti delle nostre famiglie. Qualche tempo fa, il presidente del Venezuela Hugo Cha’vez si e’ presentato in televisione e ha fatto il suo comizio contro lo spreco dell’acqua. Smettetela di cantare sotto la doccia, cosi’ sprecate l’acqua. Io mi lavo in tre minuti d’orologio, e non puzzo? ha detto Cha’vez con le sua istrionica capacita’ di affabulatore televisivo. Poi ha aggiunto: E riducete anche gli idromassaggi, non e’ roba per un cittadino comunista!.
Non ci aspettiamo che un ministro vada in tv a dire la stessa cosa, ma proprio l’ Unione europea ha scritto una sorta di decalogo per i risparmi di acqua, segnalando che, riducendo gli scarichi in bagno, stringendo i tempi di permanenza sotto la doccia e aprendo i rubinetti solo quando e’ necessario, i consumi potrebbero scendere fino al 30 per cento. D’altra parte i numeri dicono che una doccia vale almeno 10 litri di acqua al minuto, lo scarico del water tra i 15 e i 20 litri, il lavaggio dell’auto 300 litri. Non ci vuole molto per avere qualche attenzione in piu’ e ridurre gli sprechi domestici, con un beneficio per tutta la collettivita’. Pensiamoci prima di aprire inutilmente un rubinetto.