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A Roma la raccolta differenziata è un bluff

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Ancora una volta, il comune di Roma non perde l’occasione di fare parlare di sé. L’ultimo scivolone coinvolge, questa volta, il IV municipio dove, a giorni ormai, partirà un progetto pilota per la raccolta differenziata. Come vuole la tradizione per ogni iniziativa promossa nella Capitale, anche questa non poteva non presentare un “piccolo” inconveniente: una raccolta porta a porta poco strutturata e i nuovi cassonetti del tutto indifferenziati. Un vero e proprio paradosso per un piano basato proprio su un sistema diversificato di raccolta dei rifiuti.

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Avanzi di cibo, frutta, verdura, foglie ma anche carta e cartone sporchi, carta oleata e plastificata e oggetti in plastica non riciclabile: i nuovi cassonetti posizionati dall’Ama nel IV Municipio sono destinati ad accogliere ogni genere di scarto. L’umido nell’indifferenziata quindi alla faccia della differenziata.

Pensato, quindi, come la via per risolvere una volta per tutte il problema “monnezza” della Capitale, questo sistema invece non fa altro che rendere tutto più confuso e disordinato. Questi cassonetti, rischiano infatti di trasformarsi in una sorta di mega cestini dove la gente si sentirà autorizzata a gettare di tutto. Nonostante l’Ama, interrogata da Paese Sera si sia affrettata a chiarire la questione sottolineando che “si tratta di una fase transitoria” e che il destino di questi cassonetti sarà quello di “accogliere esclusivamente i rifiuti non riciclabili” motivo per cui “la targhetta verrà sostituita nei prossimi giorni, contestualmente al posizionamento dei cassonetti destinati all’organico”, le problematicità non mancano.

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Tra queste, il marginale numero di abitanti che passerebbero alla raccolta porta a porta. “Solo 30.000 persone vedranno facilitata la possibilità di conferire i rifiuti differenziati e soltanto in due quartieri del Municipio mentre la stragrande maggioranza dei 240.000 residenti continuerà a mantenere la vetusta raccolta stradale”, come evidenziano il presidente regionale di Legambiente, Lorenzo Parlati e la presidente del circolo Legambiente Aniene Annamaria Romani. Un vero e proprio bluff quindi per una città come Roma e per un territorio così esteso come quello del IV municipio.

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Date queste premesse, riuscirà la Capitale a risolvere tutte le criticità del progetto in partenza il 19 novembre o ancora, una volta, ci troveremo di fronte all’ennesima sperimentazione fallimentare? Certo è che l’amministrazione questa volta non può proprio permettersi un nuovo errore non solo per via dell’emergenza rifiuti ma anche per la necessità di promuovere nei cittadini un atteggiamento responsabile, consapevole ed ecosostenibile per una città meno inquinata e dalla qualità di vita decisamente migliore.