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Vuoto a rendere, in Italia è un flop. Hanno vinto le lobby. Eppure basterebbe copiare la Germania…

Fino agli anni Ottanta il vuoto a rendere era un’idea innanzitutto made in Italy. Adesso abbiamo solo un modello sperimentale, al quale non ha aderito nessuno. In Germania si ricicla il 97 per cento delle bottiglie. E in America sono crollati dell’80 per cento questo tipo di rifiuti. Grazie al vuoto a rendere.

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VUOTO A RENDERE

Il meccanismo del vuoto a rendere esiste in 38 paesi del mondo, e ovunque funziona molto bene. In Germania, come in tutti i paesi scandinavi, grazie al compenso in denaro a chi restituisce lattine e bottiglie (plastica, vetro, alluminio) il riciclo di questi oggetti è attorno al 97 per cento. In America, dove il nome del meccanismo è Bottle Bill, i rifiuti che derivano dai materiali di imbottigliamento sono crollati del 70 per cento e in Australia siamo a una caduta di oltre l’85 per cento.

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VUOTO A RENDERE IN ITALIA

E l’Italia? Eravamo un’eccellenza in questo settore, in qualche modo il vuoto a rendere poteva considerarsi un’idea made in Italy, almeno fino agli Ottanta: poi tutto è stato abbandonato, assecondando gli interessi delle lobby della plastica, del vetro e del cartone. Un lungo passo indietro. Fino all’ottobre del 2017 quando il governo (all’epoca il ministro dell’Ambiente era il post democristiano Gian Luca Galletti), andando con i piedi di piombo, ha reintrodotto il vuoto a rendere in una forma però destinata al totale fallimento. Innanzitutto lo ha circoscritto solo alle bottiglie di acqua e birra. Poi lo ha considerato discrezionale, ovvero applicato dagli esercenti interessati. Infine, a parte la chiarezza sul compenso, da 5 a 30 centesimi, e sul fatto che questi soldi non devono fare prezzo ma essere recuperati dal consumatore, il governo ha previsto talmente tanti oneri per bar e ristoranti da scoraggiarli all’adesione. Risultato: il flop totale. Al punto che appena qualche decina di aziende che aderiscono alle associazioni dei pubblici esercizi hanno aderito al vuoto a rendere. Tutte le altre lo hanno scartato per costi troppo elevati e procedure burocratiche troppo complesse.

COME FUNZIONA IL VUOTO A RENDERE

Forse il fallimento era ciò che qualcuno voleva nel governo, ma adesso che il governo è cambiato e l’esperimento del vuoto a rendere va a scadenza (doveva durare un anno), è il caso di rivedere il meccanismo e farlo diventare finalmente funzionante urbi et orbi, ovvero in tutto il paese.

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VANTAGGI VUOTO A RENDERE

Non c’è molto da inventare. Basta copiare, e in questo caso dal paese a noi più vicino: la Germania. Qui chi porta una bottiglia di plastica, vetro e cartone, riceve, in contanti, dagli 8 ai 25 centesimi. Punto. Un meccanismo che funziona da trent’anni come un orologio: in tutti i negozi, per tutti i consumatori e per tutti i tipi di bevande. È così complicato copiarlo pari pari in Italia? Magari coinvolgendo di più le associazioni dei cittadini e quelle di categoria. E avendo in testa, come fa la politica quando guarda lontano, un obiettivo preciso in materia di rifiuti: produrne di meno. E fare anche pagare meno a chi ci riesce, penalizzando, con il portafoglio, chi invece fa il contrario.

COME RIDURRE I RIFIUTI: