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Valore del paesaggio, un Giornata per scuoterci. E per ricordarci quanto lo abbiamo distrutto (Foto)

Il 14 marzo è la Giornata nazionale del Paesaggio: se non vogliamo ridurre l’appuntamento a vuota retorica ed autocelebrazione, bisogna darsi da fare per fermare lo scempio. La fine della Bella Italia. Dove, tra una speculazione e l’altra, si sprecano e si perdono 55 ettari di suolo al giorno.

Valore del paesaggio, un Giornata per scuoterci. E per ricordarci quanto lo abbiamo distrutto (Foto)
Valore del paesaggio
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VALORE DEL PAESAGGIO -

Una Giornata nazionale del Paesaggio, 14 marzo, in Italia è preziosa, considerando che attorno a questa parola si gioca il futuro del nostro patrimonio collettivo come comunità, e non solo come Paese. Ma se non vogliamo sprecare l’occasione e ridurre l’appuntamento a vuota e retorica auto-celebrazione, dobbiamo convincerci insieme, istituzioni e cittadini, quale sia il punto di partenza. Questo: il Paesaggio in Italia è stato devastato. A vario titolo, a varie ondate, con varie modalità. Ma sempre e solo con le stesse conseguenze: una perdita, in alcuni casi irreparabile, di un valore assoluto, di un bene che dovrebbe essere indisponibile per interessi che non siamo quelli generali. Un bene fondamentale della nostra cittadinanza, dello stare insieme come comunità, del rispetto dei luoghi e della loro anima, che poi è la nostra. L’anima della (ex) Bella Italia.

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VALORE DEL PAESAGGIO IN ITALIA -

Il valore del paesaggio, come ricorda spesso il professore Salvatore Settis, è scolpito nella nostra Costituzione (articolo 9), e già come tale dovremmo considerarlo una sorta di religione civile, e quindi di dovere civile. Ma poi il paesaggio, nel senso lato comprende anche i luoghi dell’arte e della storia, è la cifra identitaria dell’Italia. Non saremmo nulla e nessuno senza il Paesaggio, questa volta con la P maiuscola, che abbiamo avuto in eredità e che abbiamo il dovere di curare, conservare, proteggere, valorizzare con la massima delicatezza. E il Paesaggio è la città, dove bisogna finire di aumentare cubature e cemento, e andare a una chirurgica riqualificazione dei luoghi e degli spazi, a partire dalle periferie; è la campagna, troppo spesso sacrificata da capannoni industriali costruiti senza alcun vincolo e senza freni, dove bisogna incentivare i giovani a tornare; è il mare, con le sue coste divorate da piccole e grandi speculazioni; è la collina, che spesso frana per il noto dissesto idrogeologico del Paese.

Il valore del paesaggio è anche una scommessa, tutta da vincere, al tavolo di quella sostenibilità che non può essere solo un’astratta idea accademica o un marchio di fabbrica per il marketing. No, c’è ben altro in questa sorta di bussola per le nuove generazioni, a partire dai ragazzi che in questi giorni stanno facendo le prove per la maturità.

LE MERAVIGLIOSE IMMAGINI DI ALCUNI DEI LUOGHI PIU’ SUGGESTIVI DEL NOSTRO PAESE:

DISTRUZIONE DEL PAESAGGIO IN ITALIA -

E l’altro evoca il peggio di quello che abbiamo dato di noi stessi, come italiani, in questi ultimi anni. Il valore del paesaggio, infatti, è inscindibile dal valore del territorio, e l’uno protegge l’altro in una perfetta simbiosi. Noi invece il paesaggio, e il territorio, li stiamo ancora distruggendo con una furia compulsiva che non ha alcuna giustificazione nelle leggi, che pure vanno prese in considerazione, dell’economia. Pensate solo a questo dato, tra i tanti: in appena tre anni abbiamo consumato, e quindi distrutto, una quantità di suolo, e quindi di territorio e di paesaggio, pari alla superficie delle città di Milano, Roma, Bologna e Firenze messe insieme. Uno spreco immenso. Al quale questi ragazzi, oggi sui banchi della maturità ma presto in campo come cittadini a tutto tondo, potranno rimediare. Tocca a loro, e noi intanto gli facciamo i migliori auguri.

COME DIFENDERE IL PAESAGGIO:

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