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Allarme vaccini: crollano per disinformazione. E per ignavia…

Ormai 5 bambini su 100 non si proteggono dal tetano, dalla difterite, dalla pertosse. Assurdo. Crollano anche i vaccini contro morbillo e rosolia. Il governo strilla ma non agisce, i medici protestano, e molte famiglie girano la testa.

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RISCHI VACCINI –

Siamo arrivati all’allarme vaccini. L’Organizzazione mondiale della Sanità ci avverte che con il recente crollo, l’Italia è scesa sotto la soglia minima della sicurezza, specie per i bambini. Ormai 5 su 100 non fanno i vaccini previsti come obbligatori dalla legge (poliomielite, difterite, tetano ed epatite B, anche se negli ultimi 15 anni, alcune Regioni hanno attenuato l’obbligatorietà di questi vaccini e per questo i genitori obiettori non vengono più sanzionati.) e quasi il 15 per cento evita la copertura per morbillo e rosolia.

Siamo un popolo di divoratori spreconi di medicine, ma fuggiamo in massa dai vaccini. Come si spiega questa contraddizione? Con i nomi e i cognomi dei responsabili. C’è stata una campagna di disinformazione sui vaccini, lanciando allarmi inattendibili sul piano scientifico e creando un “effetto panico” nelle famiglie più superficiali (altre responsabili del caos). Un solo esempio: nelle Marche alcuni comuni hanno perfino sostenuto associazioni di cittadini anti-vaccino, con il risultato che adesso le Marche è la regione con il crollo più accentuato delle coperture sanitarie previste dalla legge. Poi c’è la colpa dei medici, spesso superficiali e poco responsabili: il ministro Beatrice Lorenzin, in un primo momento, pensava a gravi sanzioni, come l’espulsione, per dottori negazionisti, che mettono a rischio la salute dei loro assistiti. Poi ha fatto marcia indietro, spaventata dalle reazioni dell’Ordine dei medici (controlla tanti voti…) e si è fermata sulla soglia di un generico appello a “percorsi di concertazione”. Cioè nulla. Intanto il governo presenta un nuovo Piano vaccini dove si allarga il numero delle coperture ad alcune malattie come il papilloma virus per gli uomini o la meningite B. Scelta giusta, ma intanto il governo potrebbe impegnarsi con i suoi strumenti per non fare crollare i vaccini già previsti per legge. E infine, una cosa va detta alle industrie farmaceutiche: non hanno fatto alcuno sforzo per abbassare le tariffe di questi medicinali.

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VACCINI CONTRO L’INFLUENZA –

Le autorità sanitarie mondiali, a partire dall’Oms (Organizzazione mondiale della Sanità) sono chiare in proposito: il vaccino contro l’influenza è «caldamente» consigliato agli over 65, a tutte le persone malate croniche o immunodepresse, alle donne incinte. Quanto ai bambini, mentre negli Stati Uniti il vaccino è indicato per tutti i bambini, sani o malati che siano, in Europa il perimetro si restringe ai piccoli che abbiano una patologia di base, dal diabete alla fibrosi cistica.  A conti fatti, in Italia la protezione dal virus influenzale, che va fatta dal mese di ottobre a fine novembre e cioè prima dei previsti  picchi di stagione, è andata gradualmente perdendo peso. Agli inizi, nella stagione 2005-2006, quasi il 70 per cento degli over 65 si sono immunizzati, l’anno scorso sono stati meno del 60 per cento. E complessivamente siamo passati da un italiano su 5 vaccinato contro l’influenza a poco più del 15 per cento della popolazione.

VACCINI: PRO E CONTRO, EFFICACIA E RISCHI –

Che cosa ha spinto gli italiani a proteggersi sempre meno, con il vaccino, dall’influenza? I dubbi crescenti sull’efficacia e sui rischi, spesso dovuti a una cattiva informazione. Fino allo scorso anno, infatti, i vaccini proteggevano solo da tre ceppi del virus rispetto ai quattro circolanti, e ciò li rendeva talvolta non efficaci. Il 2014 è il primo anno nel quale è disponibile, seppure in una quantità limitata, un vaccino contro i quattro virus dell’influenza. In ogni caso gli scienziati avvertono: non esiste un vaccino in grado di proteggere al 100 per cento. Quanto ai rischi, bisogna distinguere tra i possibili difetti di produzione (per i quali si stanno facendo tutti gli accertamenti e le analisi a proposito del Fluid) e le controindicazioni previste caso per caso e in generale. È chiaro che una persona molto anziana e con il cuore compromesso corre più rischi di un sessantenne in buone condizioni di salute. E inoltre il vaccino, come ogni medicinale, presenta già nella confezione le specifiche controindicazioni. Per esempio l’anti-influenzale è assolutamente sconsigliato a chi, adulto o bambino che sia, è allergico alle proteine dell’uovo. È infondata, invece, la preoccupazione che il vaccino diminuisca le difese immunitarie dei bambini. Semmai è vero il contrario.

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BENEFICI DEI VACCINI –

Soltanto chi ha la tendenza a negare la realtà può sostenere, in modo generico, che i vaccini siano inutili. Nel nostro Paese quattro tremende malattie, molto diffuse fino a pochi anni fa, sono scomparse grazie ai vaccini: vaiolo, poliomielite, tetano e difterite. Sradicate ma non eliminate per sempre. Ed è per questo che la legge italiana prevede quattro vaccini obbligatori per i neonati: antipolio, antitetanica e antidifterica, ai quali è stato aggiunto nel 1991 quello per l’epatite B. Se però un genitore non intende fare ai propri figli nessuno di questi vaccini, può firmare il «dissenso informato», assumendosi così la responsabilità della scelta. In alcune regioni, poi, sotto la pressione di movimenti come il Comilva (Coordinamento del movimento italiano per la libertà di vaccinazione), è stata introdotta la possibilità dell’obiezione di coscienza. Parliamo di Lombardia, Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna, Veneto, Marche Abruzzo, Umbria e Sardegna. Una buona parte dell’Italia, insomma. Sono invece facoltativi ma raccomandati, come nel caso della protezione dall’influenza, vaccini contro il morbillo, la rosolia e la meningite. Ed è particolarmente raccomandato, per le adolescenti  tra i 9 e i 14 anni, il vaccino contro il papilloma virus (anti HPV). Vi chiederete: ma allora in base a quali criteri bisogna decidere, laddove le scelte diventano libere? La risposta è semplice, perfino banale: ascoltare innanzitutto il proprio medico. Cioè con la stessa cautela con la quale assumiamo farmaci per i quali è prevista una specifica prescrizione.

VACCINI E AUTISMO –

La più feroce polemica sui rischi dei vaccini ha riguardato il rapporto tra il prodotto trivalente (contro morbillo, parotite e rosolia) e alcuni casi di autismo. È scesa in campo la magistratura (procure di Trani e di Rimini) e tra gli elementi a sostegno delle denunce di alcuni genitori è stato portato lo studio di un gastroenterologo inglese, Andrew Wakefield. Peccato che le sue tesi siano poi state smentite da 25 ricerche internazionali. Al momento non esiste alcuna prova scientifica che colleghi il rischio dell’autismo a qualsiasi vaccino e l’Organizzazione mondiale della Sanità esclude in modo perentorio questa ipotesi.

IL BUSINESS DELLE VACCINAZIONI –

I numeri dicono che il mercato mondiale dei vaccini vale 40 miliardi di dollari, circa 32 miliardi di euro, con l’antinfluenzale che fa la parte del leone: 10 miliardi di dollari, fatturati in gran parte da un ristretto gruppo di aziende multinazionali in concorrenza con i soliti cinesi che offrono un prodotto scontato del 30 per cento. Il mercato è in crescita, forte crescita, e si prevede che sfonderà la quota dei 100 miliardi dollari entro il 2025. Ma siamo ancora a una quota marginale rispetto al mercato generale dei farmaci: piuttosto, il vero rischio è lo spreco. Come in due casi specifici che si sono registrati in Italia. Il primo risale al 2010, quando il ministero della Salute pensò bene di fare una super scorta di vaccini anti-influenza, immaginando una sorta di pandemia. Il risultato fu che 30 milioni di dosi finirono nella spazzatura, con una spesa di 330 milioni di euro gettati al vento. Il secondo episodio è più attuale. A fronte di quattro vaccinazioni obbligatorie, si sta imponendo, nei fatti, il prodotto “esavalente”, che comprende anche due vaccini facoltativi (pertosse e meningite). Il Codacons ha denunciato questa prassi, calcolando un costo aggiuntivo per il Servizio sanitario nazionale di 63 milioni di euro. Soldi pubblici sprecati. Al contrario, invece, di quelli sicuramente risparmiati grazie ai vaccini per l’assistenza ai malati. Pensate che 2 bambini su 10 colpiti da influenza finiscono in ospedale per il ricovero: e il conto lo paga lo Stato.

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