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Sì alle sigarette elettroniche: perché Veronesi ha ragione

Secondo l'oncologo e direttore scientifico dell'Istituto Europeo di oncologia, le e-cig senza tabacco e senza nicotina possono fornire un valido aiuto per smettere di fumare.

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Se tutti coloro che fumano sigarette tradizionali si mettessero a fumare sigarette senza tabacco, le sigarette elettroniche, salveremmo almeno 30.000 vite all’anno in Italia e 500 milioni nel mondo“: ne è convinto Umberto Veronesi,oncologo e direttore scientifico dell’Istituto Europeo di oncologia (IEO) sulla base dei dati emersi da uno studio pilota portato avanti proprio dall’IEO di Milano.

LA RICERCA SULLE SIGARETTE ELETTRONICHE – La ricerca, che ha coinvolto tre Irccs milanesi, oltre allo Ieo anche il Centro Cardiologico Monzino e l’Ospedale San Raffaele di Milano e una settantina di pazienti, tutti reduci da una diagnosi recente di tumore o da infarto miocardico acuto nonchè fumatori da almeno 10 anni, ha infatti messo in evidenza che le e-cig senza tabacco e senza nicotina possono fornire un valido aiuto per smettere di fumare. Il tutto senza arrecare danni.

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In particolare, come leggiamo sul sito della Fondazione Veronesi e come spiega il dott. Carlo Cipolla, direttore della Divisione di Cardiologia dell’IEO, 36 pazienti sono stati seguiti solo con counselling svolto da personale medico dedicato, uno strumento validato per la disassuefazione dal fumo con il quale si può ottenere il 20-25 per cento di successi se fatto bene e da un bravo psicologo mentre tutti gli altri hanno avuto a disposizione anche una sigaretta elettronica, senza tabacco e senza nicotina.

I RISULTATI DELLA RICERCA – Dopo 6 mesi, come riferisce Cipolla, ha smesso di fumare il 60 per cento dei pazienti nel gruppo delle sigarette elettroniche contro il 32 per cento di quelli seguiti mediante counselling. Un evidente risultato a favore della sigaretta elettronica: “chi l’ha usata – spiega il direttore della Divisione di Cardiologia dell’Ieo – si è dichiarato soddisfatto e non sono emersi effetti collaterali, aspetto fondamentale in un momento di caos legislativo e scientifico su questi strumenti”.

L’ATTEGGIAMENTO DEL GOVERNO VERSO LE SIGARETTE ELETTRONICHE – Ed è proprio contro l’atteggiamento del governo che si scaglia Veronesi: “Il tabacco causa ogni giorno, solo in Italia, più di cento morti. Di fronte a questa epidemia credo si debbano incoraggiare gli studi e le sperimentazioni in corso, ed attendere i risultati. Ogni strumento che può aiutare il fumatore a liberarsi dalla sua schiavitù deve essere considerato e valutato secondo seri e rigorosi protocolli scientifici: la sigaretta elettronica è uno di questi strumenti e quando avremo a disposizione i dati sulla sua efficacia, potremo stabilire con chiarezza la sua validità. Nel frattempo, opporsi a questo mezzo sulla base di pure ipotesi, è un danno per il progresso della nostra conoscenza sulla disassuefazione“.

UMBERTO VERONESI SIGARETTE ELETTRONICHE – Senza contare che, aggiunge Veronesi: “Le supertasse sui produttori non aiutano chi combatte contro il fumo, causa di 50.000 tumori ogni anno in Italia” e che “quello derivato dalla vendita del tabacco è un guadagno illusorio, soprattutto di fronte a 3 miliardi annui spesi per curare 50.000 malati di cancro a causa del fumo”.

IL PROGETTO COSMOS – Certo, mancano ancora studi indipendenti su grandi numeri di pazienti e solo tra 4-5 anni si potrà sapere se questi risultati positivi saranno duraturi, però la ricerca è senza dubbio un passo importante nella lotta contro il fumo e apre la strada a un’altra ricerca che coinvolgerà i fumatori inclusi nello studio Cosmos, il progetto di screening del tumore del polmone a cui hanno aderito più di 11.000 persone e volto a studiare la e-cig, questa volta anche con nicotina.

Obiettivo principale: studiare non solo la riduzione del numero di sigarette ma anche di tutti i sintomi tipici del loro consumo come tosse, affanno e mal di testa.

E’ necessario andare fino in fondo e servono nuovi strumenti antifumo per aiutare chi vuole smettere di fumare e non ci riesce.

IL PROBLEMA DELLA DISASSUEFAZIONE DAL FUMO – Per Veronesi infatti, il problema cruciale rimane quello della disassuefazione dal fumo: “Non so se un atteggiamento “proibizionista” possa essere utile. Siamo qui per esplorare, dobbiamo studiare tutte le chance per eliminare questo mostro, di cui pochi parlano. I giornali non parlano di tumore al polmone, di quanto lo Stato guadagna sulla vendita del tabacco. Noi siamo qui tutti i giorni, vediamo i pazienti arrivare, ancora troppo spesso li vediamo morire. Ho già chiesto al ministro della Salute Lorenzin di impegnarsi su questo fronte”.

PER SAPERNE DI PIU’: Il nostro speciale sulle sigarette elettroniche