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Sprechi, finalmente all’universita’ si taglia

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E’ iniziata la potatura dei corsi di laurea. Spinti dalle pressioni del ministero (che ha fissato dei nuovi criteri minimi per tenerli in piedi) e dalla necessita’ di tagliare i costi del personale, rettori, presidi e professori hanno fatto un primo taglio in quella assurda giungla dell’offerta formativa. E cosi’ siamo passati, per l’anno accademico 2009-2010, da 5.136 a 4.809 corsi di laurea, con alcune aree tematiche dove si e’ vista una vera e propria decimazione: Scienze Motorie (meno 53 per cento), Sociologia (meno 28 per cento), Veterinaria (meno 21 per cento). Il malcostume della nostra universita’ e’ noto: i professori aumentavano i corsi, e la confusione, per distribuire cattedre e finanziamenti, con un enorme spreco di risorse per l’intero sistema. Abbiamo assistito perfino a cosi attivati per due, tre studenti, e la cura dimagrante di questi giorni va considerata soltanto come un primo segnale per mettere ordine nel dispendioso corporativismo degli atenei. Se i professori capiranno che eliminando i corsi inutili si liberano risorse per quelli veri, allora e’ molto probabile che la potatura andra’ avanti. A beneficio innanzitutto degli studenti, che non avranno piu’ bisogno di una bussola prima di iscriversi all’universita’.