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Cene e pranzi di Marino: a chi ha pagato il conto? Il sindaco ha il dovere di chiarire

Con la carta di credito del comune il sindaco dice di avere invitato un gruppo di giornalisti. Ma erano suoi familiari. Poi è andato a cena con sacerdoti e volontari di Sant’Egidio, ma tutti loro negano. Fuori la verità.

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SPESE MARINO –

Un sindaco andrebbe giudicato solo sulla base della propria attività amministrativa, dei risultati ottenuti, e della qualità sei servizi offerti ai cittadini. Ma la vicenda dell’uso della carta di credito (con un tetto alzato da 10.000 a 50.000 euro) da parte del sindaco di Roma, Ignazio Marino, pone alcuni interrogativi sugli sprechi che spesso si verificano nei nostri comuni. Premetto: l’inchiesta della Procura è un atto dovuto, non una sentenza di condanna,  e Marino ha tutto il diritto di difendersi, anche con la voce alta e irritata dell’indignazione.

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L’INDAGINE SULLE SPESE SOSPETTE DEL SINDACO DI ROMA –

Ma i fatti vanno chiariti. Perché qui sembra che Marino abbia il vizietto di andare a ristorante, mangiare testa di agnolotti e formaggi francesi, bere vini pregiati, e mettere tutto sul conte del comune. Spese di rappresentanza. Poi si scopre che la cena del 26 dicembre, al ristorante «Antico Girarrosto» c’è stata, ma con i familiari del sindaco e non con i giornalisti come lui aveva dichiarato in nota spese. Il pranzo al ristorante «Sapore di Mare» con i rappresentanti della Comunità di Sant’Egidio è categoricamente negato dai presunti commensali. Dicono di non avere mai mangiato con Marino a ristorante, e tantomeno di avere fatto pagare a lui il conto. Stessa cosa per la presunta cena, al ristorante «Tre Galli», con don Damiano Modena in occasione della presentazione di un libro sul cardinale Carlo Maria Martini. «Mai andato a ristorante con il sindaco» giura il sacerdote.

LE SPESE E LE CENE DI LUSSO DI IGNAZIO MARINO –

Vero, falso? Tutto regolare? La risposta a queste domande può darla una sola persona: lo stesso Marino. Ma deve farlo presto, e non solo in Procura: è suo dovere rispondere di queste spese all’opinione pubblica che, giustamente, avanza molti sospetti. È vero, infine, che lo stipendio di un sindaco di una grande città come Roma è ridicolo, e per un professionista si tratta di rimetterci. Ma diciamolo una volta per tutte: nessun medico ha imposto a Marino questa scelta, che resta un servizio alla comunità. E non un passepartout per andare a ristorante a spese dell’amministrazione e dunque dei cittadini.

(Fonte immagine di copertina: Getty Images)

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