La psicologia del fumatore elettronico: “Fondamentali la gestualità e l’emulazione”

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Il gesto che spinge milioni di fumatori ad avvicinare la sigaretta alla bocca è un meccanismo non solo fisico ma anche psicologico. Perciò, per avere un panorama completo sul fenomeno della sigaretta elettronica, oltre a chiedersi se e quanto sia nociva per la salute, occorre capire quali sono i processi mentali che stanno portando tante persone a utilizzare l’e-cigarette (parliamo in particolare di quelle contenenti nicotina) in sostituzione o in affiancamento delle “bionde” tradizionali. A guidarci su questo argomento è il dott. Giancarlo Ceschi, psicologo e psicoterapeuta con specializzazione in ipnositerapia che ha la dipendenza tabagica tra le sue aree d’intervento.

«Ritengo che un aspetto fondamentale alla base del successo di questo prodotto sia la possibilità che offre di conservare le gestualità e le abitudini del fumatore – spiega Ceschi – è qualcosa di fondamentale perché, rispetto ad altri metodi potenzialmente alternativi al fumo tradizionale, consente di mantenere una maggior soddisfazione sensoriale complessiva e tutelare l’identità del fumatore». Tutte caratteristiche che permettono di ridurre i disagi emotivi legati al difficile tentativo di disintossicarsi dalla nicotina, anche se Ceschi precisa: «Credo che per ora occorra una certa cautela nel considerarlo davvero un metodo per smettere, non solo perché le risultanze scientifiche al riguardo sono contraddittorie, ma anche in quanto molti utilizzatori se ne servono spesso per periodi molto lunghi. Direi che per il momento è più usata con l’idea di ridurre i danni del fumo, non comportando processi di combustione, che non per abbandonare il vizio».

Altra peculiarità che gioca a favore dell’e-cigarette è il minor disagio che crea per effetti collaterali che possiamo definire “estetici”: «Con la sigaretta elettronica non si hanno problemi di alito cattivo, dell’odore sgradevole che rimane addosso e dell’ingiallimento dei denti, perciò viene utilizzata con più tranquillità». Percezioni positive che si accompagnano all’effetto di vedere sempre più persone utilizzare questo ausilio: «È inevitabile che dietro questo grande successo ci sia un effetto-emulazione e legato al passaparola. Anche perché dobbiamo considerare che in realtà si tratta di un’invenzione disponibile da molto tempo, anche se solo recentemente la sua tecnologia ha raggiunto gli attuali livelli affidabilità».

Che conseguenza può avere invece sui non fumatori? C’è il rischio che la sua presunta minore pericolosità faccia avvicinare al fumo persone che non avrebbero utilizzato le sigarette tradizionali? «Credo che per ora questa problematica non ci sia. Chi non ha il desiderio di fumare non cerca nessun tipo di sigaretta, né quella normale né quella elettronica. Anche perché pur trattandosi di un successo commerciale non è ancora diventata una vera moda o se lo è ciò accade solo tra i fumatori».

In conclusione, il “giudizio” rimane per ora sospeso: «Non la etichetto come qualcosa di totalmente negativo – conclude Ceschi – ma finché non si hanno maggiori certezze sui suoi effetti credo sia giusto considerarla, anche dal punto di vista legislativo, come una normale sigaretta. Senza scordare mai che, in ogni caso, gli strumenti principali per smettere di fumare sono una corretta informazione e una forte motivazione personale, perché la nicotina è una sostanza subdola che crea una reale tossicodipendenza».

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