Le mani della criminalità sulle sigarette elettroniche: sequestri e mercato clandestino

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L’ultimo episodio in ordine di tempo risale al 17 aprile con il sequestro a Modugno (Bari) di circa 22mila articoli di alta tecnologia, tra cui numerose confezioni di sigarette elettroniche, da parte della Guardia di Finanza. I prodotti contraffatti sono stati ritrovati in un deposito gestito da un cittadino cinese denunciato e sanzionato insieme a un altro commerciante che aveva importato la merce. Un intervento ben esemplificativo di un fenomeno che si sta sviluppando parallelamente alla crescita impetuosa del mercato ufficiale delle e-cigarette: la creazione di un canale sotterraneo alimentato da articoli contraffatti e i conseguenti numerosi provvedimenti messi in atto dalle Forze dell’Ordine per contrastare questa sorta di “contrabbando 2.0”.

Nei primi due mesi del 2013 sono stati oltre 11mila i kit (comprensivi di accessori e batterie) sequestrati dai soli Nas, per un valore di circa 537mila euro; e nello stesso periodo sono stati intercettati anche oltre mezzo milioni di flaconi di liquido per ricaricare la sigarette elettroniche (per un controvalore di circa 3,5 milioni di euro): le violazioni contestate, che hanno portato alla denuncia all’autorità giudiziaria di 49 persone (22 quelle segnalate a quella amministrativa), riguardano la normativa sull’etichettatura obbligatoria per tali prodotti. Se invece consideriamo un periodo più lungo, sono oltre 30mila le confezioni di sigarette elettroniche sequestrate a partire dal 2010 dallo stesso Nucleo Anti Sofisticazioni.

E se anche la Camorra, come testimonia il video di TMNews in apertura di questo articolo, sta cercando di allungare le sue mani sul business milionario del fumo elettronico, la cronaca giornaliera attesta come la maggior parte di questi prodotti fuorilegge provengano dalla Cina, Paese dove è nata la versione moderna dell’e-cigarette, ora però vietata, come nel caso di alcuni maxi-sequestri avvenuti nel dicembre 2012 a Genova (3mila pezzi con multe ai commercianti per oltre 30mila euro) o in tutta Italia all’inizio del 2013 ad opera della Guardia di Finanza di Gallarate (130 negozi controllati e 60mila sigarette ritirate).

Si tratta di un problema non solo di ordine pubblico e di possibili frodi commerciali, ma che inevitabilmente crea preoccupazioni riguardo alla sicurezza e ai possibili effetti sulla salute di questi articoli di provenienza illecita. Non solo non è infatti possibile verificare la composizione (quantità di nicotina e presenza di eventuali sostanze nocive) delle soluzioni liquide sequestrate, ma anche le singole componenti dello strumento, in particolare la batteria, possono portare a serie disfunzioni se non sono di qualità adeguata o se non sono assemblate in maniera corretta. È perciò consigliabile che il consumatore si comporti con cautela, utilizzando sempre i canali ufficiali di vendita e richiedendo tutte le possibili spiegazioni e rassicurazioni al momento dell’acquisto.

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