Sign up with your email address to be the first to know about new products, VIP offers, blog features & more.
[mc4wp_form id="5505"]
Questo sito contribuisce all'audience di

Salviamo Oltreacqua dal cemento!

di Posted on
Condivisioni

Gli abitanti di un piccola frazione/comunità della montagna friulana, Oltreacqua – San Antonio in Comune di Tarvisio (Ud) al confine con Austria e Slovenia stanno portando avanti una battaglia contro l’Amministrazione comunale che intende procedere ad una speculazione edilizia sulle sue proprietà nella località di Oltreacqua/San Antonio trasformandole dall’attuale destinazione d’uso: Verde Convenzionato-Parco Territoriale in Area Edificabile

Non si tratta della “tradizionale speculazione edilizia” cioè dell’acquisto da parte di società immobiliari di terreni agricoli e la successiva concessione da parte di Amministrazioni compiacenti della edificabilità, bensì di una speculazione fatta proprio dal Comune che forte della sua posizione modifica il piano regolatore e trasforma le sue proprietà in aree edificabili per poi venderle. Questa operazione non viene fatta per un fine pubblico. Su quei terreni non è prevista la costruzione di edifici pubblici o di pubblica utilità. I terreni saranno venduti a privati/società immobiliari per realizzare nuove abitazioni.

Già questo è scandaloso, ma lo è ancor di più se si analizza il contesto in cui si vuole fare questa speculazione. Il piccolo abitato di Oltreacqua, a differenza della stragrande maggioranza degli insediamenti della montagna italiana, ha conservato un carattere spiccatamente rurale con un’ampia ed ininterrotta superficie prativa che viene regolarmente falciata e pascolata  e due piccoli insediamenti con una cospicua presenza di fabbricati rurali  che hanno conservato il loro carattere originario.  Questa permanenza del carattere rurale è stata possibile unicamente grazie al fatto che la comunità che vi abita è dedita prevalentemente alle attività agro-silvo-pastorali.  Delle 16 famiglie che abitano a Oltreacqua ben 6 hanno un reddito agricolo, ed è in considerazione di questo che gli abitanti chiedono di essere tutelati e non privati di spazi vitali per lo svolgimento delle loro attività.

Questo paesino che da molti viene definito una “cartolina” per la straordinaria bellezza del paesaggio e per i suoi panorami mozzafiato è certamente una delle più belle aree di Tarvisio e in quanto tale una risorsa importante per il settore trainante dell’economia tarvisiana e cioè il Turismo. Tarvisio è infatti uno dei cinque poli turistici di montagna individuati dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

La località turistica di Tarvisio, come purtroppo molte altre dell’arco alpino, è stata devastata da una politica del cemento in particolare dalla politica delle seconde case, come risulta dal rapporto di Legambiente – Carovana delle Alpi del 2009, il piccolo Comune di Tarvisio la cui popolazione non raggiunge neppure i 5.000 abitanti, ha una percentuale di Seconde Case del 42,07%. Nonostante sia stato ampiamente dimostrato che questa politica non porta alcun beneficio economico alla collettività, in una situazione già ampiamente compromessa, e a fronte dell’inversione di tendenza in moltissime aree turistiche delle Alpi, a Tarvisio ancora non si è imparata la lezione e si continua a fare scempio della principale risorsa: il Paesaggio e a perpetrare errori che segnano in maniera definitiva e irrimediabile il destino e il volto di un territorio straordinario.

L’espansione delle zone edificabili ha radicalmente trasformato il capoluogo e le principali frazioni del comune, lasciando fortunatamente integri pochissimi insediamenti, i meno accessibili, i meno appetibili, almeno sino ad oggi. In una realtà in cui la maggior parte delle lottizzazioni recenti è rimasta invenduta, in cui esiste  un enorme patrimonio edilizio da recuperare, l’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Renato Carlantoni, a detta sua per esigenze di cassa, invece di salvaguardare questi luoghi preziosi e ormai sempre più rari, decide di fare una speculazione edilizia, di operare un vero e proprio scempio in uno dei contesti di maggior pregio paesaggistico dell’intero territorio comunale. E’ davvero questo il compito di una Amministrazione Pubblica? Come siamo lontani dal Comune di Cassinetta di Lugagnano – e da tutti quei comuni che seguendo il suo esempio hanno introdotto nel propri Piani Regolatori il concetto della crescita zero.

Ciò che ancor più grave è che questo scempio costituirà un precedente aprendo le porte ai ben noti appetiti della società immobiliare intestataria delle proprietà private adiacenti a quelle comunali,  che dopo un lungo contenzioso con il Comune a seguito della decisione di una precedente “illuminata” Amministrazione comunale di trasformare quei terreni da edificabili in Verde Convenzionato – Parco Territoriale, dopo un ricorso al Tar che fortunatamente si è concluso a favore del Comune, a detta dello stesso Assessore all’Urbanistica Igino Cimenti ha già più volte perorato la causa per chiedere l’adozione di una variante e poter costruire delle villette!

Se sarà lo stesso Comune ad adottare la variante per i propri terreni come potrà negare al “povero immobiliarista” lo stesso trattamento?

La comunità di Oltreacqua in maniera assolutamente compatta ha sottoscritto una petizione al Sindaco Renato Carlantoni dichiarando l’assoluta contrarietà al progetto, per contro l’Amministrazione comunale non solo non ha risposto alla petizione, ma  ha dato seguito alle procedure per poter adottare la variante. Il Comune intende quindi  imporre la sua volontà a fronte della contrarietà del 100% dei residenti.

Come al solito si tratta di un piccolissimo paesino disarmato che si batte con determinazione per salvaguardare il territorio in cui vive, un territorio di cui si sente pienamente responsabile e che vuole preservare integro anche a vantaggio delle generazioni future. I terreni oggetto di questa speculazione sono tra l’altro i beni che gli optanti, cioè le famiglie di origine austriaca, nel corso del 1939 abbandonarono a seguito della politica di italianizzazione dei territori concordata tra Hiltler e Mussolini. Questi beni gestiti per un periodo dall’Ente delle Tre Venezia, passati in seguito alla Regione Friuli Venezia Giulia sono poi stati concessi sempre gratuitamente al Comune di Tarvisio ed è anche in considerazione delle particolari modalità in cui il Comune ha acquisito questi beni che gli abitanti di Oltreacqua si sentono in qualche modo ancora più coinvolti nella tutela e salvaguardia di questo patrimonio.

Il Comune giustifica questa decisione con la necessità di far fronte alle esigenze di cassa. Al di la di ogni considerazione sulla oggettiva inefficacia di una simile manovra per risolvere le difficoltà economiche del Comune, se non  in modo ovviamente parziale e temporaneo, (cosa venderanno l’anno prossimo?), è necessario segnalare quanto siano discutibili le scelte dell’Amministrazione in materia di spesa, non ultima la decisione di assumere a tempo indeterminato un nuovo dirigente per lo svolgimento di compiti che in tutti gli altri comuni montani sono svolti da funzionari di categoria D che costano meno di  un terzo rispetto ad un Dirigente.

Su sollecitazione degli abitanti di Oltreacqua alcuni Consiglieri comunali ed il Gruppo Tutela Paesaggio di Tarvisio hanno chiesto un incontro pubblico al Sindaco e all’Amministrazione per discutere della variante prima che la stessa venga portata in approvazione.