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Una dieta tutta da dimenticare: saltare i pasti. Non aiuta a perdere peso (in modo stabile) e stressa il fisico

Troppi appelli sospetti a un'alimentazione estrema per dimagrire. Il digiuno forzato non funziona per stare meglio. Serve comunque una sana dieta bilanciata. A orari e cicli regolari. Come invitava a fare l'antica Scuola medica salernitana

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SALTARE I PASTI

Basta fare una ricerca su Google, o andare a leggere le tante rubriche che si occupano di diete e di consigli alimentari, e si scopre quanto circola una pericolosa balla in materia di stili di vita alimentare: ovvero l’idea che per dimagrire, e tanto, basti saltare i pasti. 

Fa bene saltare i pasti? È una chiave per dimagrire, conservare un peso-forma e stare meglio? Le teorie sui digiuni a intervalli regolari si moltiplicano con i relativi appelli a saltare colazioni, pranzi o cene. Basta mezza giornata senza mangiare e il metabolismo, secondo queste teorie, ne ha benefici immediati in termini di regolarizzazione.

Ho molti dubbi su queste teorie di gran moda. E ascoltando medici ed esperti nutrizionisti dei quali mi fido, mi sono convinto che il digiuno non sia il metodo giusto né per dimagrire né in generale per stare meglio. Certo: in alcuni momenti, specie durante i mesi estivi nei quali la digestione è più complessa anche per il caldo, si può prendere in considerazione un digiuno terapeutico. Abbiamo mangiato troppo un certo tipo di cibo. Abbiamo concentrato il peso delle calorie in determinati orari, per esempio la sera. Dormiamo male perché abbiamo preso la pessima abitudine di andare a letto con la pancia piena.

LEGGI ANCHE: Diete assurde, c’è anche quella a base di aria. Pratiche pericolose che ci trascinano nel baratro dell’ortoressia

PERCHÉ SALTARE I PASTI FA MALE

Ma al di fuori di queste possibilità, molto ristrette e molto specifiche, il digiuno è uno sforzo davvero sproporzionato rispetto ai risultati raggiunti. Il peso che perdiamo, innanzitutto, lo riprendiamo in tempi molto rapidi, pochi giorni dopo la conclusione del ciclo di pasti saltati. In secondo luogo sarà anche vero che la pressione sanguigna si stabilizza, ma l’intero organismo subisce un duro colpo in termini di assenza di proteine e vitamine che dobbiamo assumere ogni giorno. E anche con buona regolarità. Inoltre l’uomo è sempre una macchina che vive di abitudini, e modificare in modo così radicale le nostre abitudini, anche per un arco di tempo ristretto, significa solo sottoporci a uno stress fisico e psicologico. Ne vale la pena? La mia risposta è no, non ne vale la pena.

PER APPROFONDIRE: Mantenersi in forma, dieci abitudini per riuscirci senza affanno e nel modo giusto

SALTARE I PASTI FA MALE

Le diete che si fondano sulla base della regola di saltare i pasti e fare cicli di digiuno mi ricordano alcune forme di patologie, come l’ortoressia, ossia fissazioni per stare meglio, che non hanno fondamento scientifico. Molto meglio conservare i ritmi e i cicli di una dieta bilanciata, di impronta mediterranea, nella quale nel corso della giornata assumiamo il cibo necessario al nostro equilibrio. È una regola antica, risale alla Scuola medica salernitana, e resta secondo me il primo comandamento per stare bene, a tavola e fuori: mangiare con regolarità, secondo il ciclo naturale dei tre pasti quotidiani, e puntare alla riduzione delle quantità. Il cibo ci insegna anche questo: il benessere più che una questione di quantità è sempre un traguardo che si raggiunge attraverso la qualità del nostro stile di vita

RICETTE PER MANTENERSI IN FORMA E IN SALUTE: