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Il ritorno delle rondini in primavera, un fenomeno in ripresa ma sempre sotto attacco

Negli ultimi sei anni questi uccelli hanno ricominciato a nidificare in Italia, dopo due decenni che avevano fatto segnare un -50 per cento. Tra le ragioni di questo disastro il cambiamento climatico, lo stravolgimento dell’habitat naturale e le frequenti uccisioni delle rondini durante il percorso

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RITORNO DELE RONDINI

Fino a qualche anno le migrazioni delle rondini nel nostro Paese era diminuito in maniera preoccupante. Nel 2013 quasi il 50 per cento in meno di questi uccelli era arrivato in Italia per la primavera, rispetto al 2003. Le motivazioni, secondo uno studio condotto dalla Fondazione Cariplo con la Lipu (Lega italiana per la protezione degli uccelli) e con l’università Bicocca di Milano, erano legate a tre fattori principali. Il primo era costituito dal cambiamento climatico, poi lo stravolgimento dell’habitat naturale, collegato all’inquinamento, ed infine le frequenti uccisioni delle rondini durante il percorso, specie in alcuni paesi africani come la Nigeria.

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PROBLEMI NELLE MIGRAZIONI DELLE RONDINI

Analizzati questi problemi, si è corso ai ripari e grazie a un intervento tempestivo, in molte zone, si è riusciti ad invertire la tendenza. È il caso della Lombardia, dove negli ultimi sei anni le rondini hanno ripreso a migrare con insistenza in questa zona, riempiendo i cieli della Pianura Padana, che da sempre rappresenta l’habitat più importante in Italia per la riproduzione di questi animali. Uno degli elementi che più ha aiutato il ritorno delle rondini è la presenza di prati nelle vicinanze dei nidi, che nel caso della Pianura Padana, si trovano spesso sotto i tetti delle cascine.

RONDINI DI NUOVO IN ITALIA

Le rondini sono il simbolo della primavera, e dopo aver svernato a sud del Sahara o nel subcontinente indiano, tornano tra l’Europa e la Cina per nidificare. Per riuscirci, però, hanno bisogno di foraggiarsi, un’attività che svolgono nelle immediate vicinanze delle loro “casa”, mediamente infatti non si allontanano mai più di 400-450 metri dal nido. Per questa ragione diventa fondamentale pensare a forme di incentivazione per i coltivatori che scelgono di situare la propria quota di prati vicino alla cascina. In questo modo si potrebbe arginare almeno in parte gli effetti disastrosi dei cambiamenti climatico che, nonostante il leggero aumento delle rondini nei nostri cieli, ha fatto si che al momento il numero di questi uccelli sia di fatto dimezzato rispetto a due decenni fa.

GLI EFFETTI DELETERI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI

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