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La storia di Chiara, lascia la cattedra e vive felice con capre che producono formaggi top

Una scelta di vita radicale: via da Milano, e una nuova passione in una cascina dell'Oltrepo. Dove adesso Chiara ha 70 capre e produce 18 varietà di formaggi di altissima qualità. Non spreca nulla, e anche per questo ha deciso di dire no a un colosso come Eataly

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RICOPERTA ALLEVAMENTO -

la signora delle capre“, e ha molti meriti sul fronte della lotta agli sprechi e della riscoperta delle attività agricole che danno lavoro, guadagno e benessere per il territorio. Chiara Onida è una giovane donna che ama la matematica e l’arrampicata in montagna (in Valle d’Aosta): fa il liceo scientifico, e poi l’università, laurendosi a pieni voti, 110 e lode, con una tesi sui macrostsiemi economici.

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Riscoperta allevamento2

CHIARA ONIDA -

Dopo l’università Chiara si dedica all’insegmaneto della sua materia, la matematica appunto, si sposa con un altro insegnante, e decide, improvvisamente, di cambiare vita. E stile di vita. La dimensione urbana fa stretta e entrambi, e per curo caso, sfogliando un piccolo giornale di annunci pubblicitari, Chiara e il marito scoprono la possibilità di acquistare una cascina con due ettari di terreno, a Ruino, dove si trasferiscono. Inizia così ,la seconda vita di Chiara, che decide di dedicarsi alla coltivazione (vigne, grano e miele) e per tenere puliti i terreni prende la prima capara, Betty. La prima di una lunga serie, in quanto le sie capre che nascono dalla pancia di Betty diventano il primo nucleo di un allevamento: oggi sono 70, 4 maschi e una sessantina di capretti. Da qui, da questa piccola cascina dell’Oltrepo, Chiara riesce a produrre formaggi e latte, con una lavorazione artigianale, senza nulla di artificale, che vengono venduti ai migliori negozi di gastronomia in Italia e all’estero.

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PRODUZIONE FORMAGGI -

E, anche grazie alla forza conquistata con la qualità della sua produzione, Chiara riesce a saltare un altro ostacolo ed un altro potenziale spreco: dice no a Eataly, che vorrebbe tanto averla nella sua scuderia di prodotti, lanciati attraverso una martellante campagna di markenting ed a condizioni quasi mai favorevoli per i piccoli produttori e innanzitutto per i consumatori. Il motivo? Chiara lo spiega così: “Amo il mio lavoro, il mio piccolo caseificio, e voglio conservare una qualità altissima, senza sprecare nulla. La grande distribuzione, a partire da Eataly, non mi interessa”.

Le immagini sono tratte dalla pagina Facebook Il Boscasso – Azienda agricola di Maria Chiara Onida

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