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La privacy dei bambini su Facebook calpestata da genitori vanitosi e narcisisti

Troppi bambini debuttano su Internet ancora prima di nascere. Troppi genitori esagerano con un diluvio di foto che talvolta finiscono poi nei siti dei pedofili e pornografici. Niente censura, per carità, ma solo ragionevolezza e buon senso. E una regola: Non condividete sul web quello che non mostrereste in pubblico.

La privacy dei bambini su Facebook calpestata da genitori vanitosi e narcisisti
Rischi foto bambini su Facebook
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RISCHI FOTO BAMBINI SU FACEBOOK

Ci sono bambini che debuttano su internet ancora prima di nascere, quando sono nella pancia della mamma. E lei, con grande disinvoltura, si mostra, con la sua gravidanza, al pubblico del web. Magari per avere un breve commento adulatorio o un piccolo complimento. Pura vanità.

Forse darò un dispiacere a qualche genitore, forse avrò la reazione indignata di un padre o di una madre, ma voglio dirlo forte e chiaro: diamoci una regolata con questo diluvio di immagini di bambini, figli e figlie, nipoti e nipotine, che facciamo circolare su Internet e in particolare su Facebook. Per il piacere, più che giustificato, di condividere una gioia, un’emozione, e voglio anche crederci, ma molto spesso per puro e semplice narcisismo da Facebook-Fiera delle vanità, e questo è un fatto.

PRIVACY BAMBINI SU FACEBOOK

Non chiedo alcuna forma né di censura né di autocensura, e tantomeno penso di invocare il silenziatore a un universo popolato da 1,6 miliardi di utenti in tutto il mondo. Sarei un folle. Ma chiedo uno sforzo di buon senso, di ragionevolezza, di responsabilità, di amore lucido, e non offuscato dall’egocentrismo, per i nostri bambini. E chiedo di valutare i rischi reali, non teorici o da allarmisti, di questa quotidiana e martellante violazione della privacy sulla pelle di chi non ha alcuno strumento di autodifesa. Il professore Stacey Steinberg, che insegna Legge al Levin College of Law dell’università della Florida, e dirige un Centro per bambini e famiglia, dice: «Una prima regola fondamentale per tutti, bambini e famiglie, è molto semplice. Non condividete su internet nulla che non mostrereste in pubblico». Già, semplice. Ma quanti la rispettano?

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PERICOLI IMMAGINI DEI BAMBINI SU FACEBOOK

Sappiamo che i bambini dilagano sul web, quando sono ancora molto piccoli. Negli Stati Uniti la stragrande maggioranza di bambini di due anni, siamo attorno al 90 per cento, ha già una presenza online: ci hanno pensato i genitori, gli zii e perfino i nonni. Per non parlare di chi non ha ancora visto la luce oppure è solo in fasce: foto di ecografie, macchie scure di un corpo che ancora deve nascere, e poi giù con una serie di immagini dei neonati, anche nella loro più privata intimità. Non vi sembra tutto esagerato?

Se non vi convince questa obiezione di fondo, passo a un altro aspetto che dovrebbe indurci a ridurre questo spreco di privacy da parte dei genitori a danno dei bambini. Se parlate con un qualsiasi funzionario della Polizia postale, che si occupa dei reati sul web, vi dirà che la maggior parte del loro tempo di lavoro passa a registrare, per poi fare indagini che spesso non portano a nulla, denunce di furti di foto su Internet. Foto di bambini, che potrebbero un giorno essere anche i vostri. Il periodico Atlantic ha raccontato la seguente storia, da brivido. Una blogger pensa bene di pubblicare le foto dei suoi gemelli mentre imparano a usare il vasino, salvo poi scoprire che quelle immagini sono state rubate, scaricate, ritoccate e condivise su un sito usato dai pedofili. Già, perché è inutile fare gli ipocriti: dietro i furti di foto dei bambini ci sono spesso i giri dei pedofili e dell’industria della pornografia. Ne volete diventare, in modo involontario, complici?

FOTO BAMBINI SU FACEBOOK

Infine, il bambino è una persona, con i suoi diritti e con la sua unicità. Perché ridurlo a un’immagine a rischio mercimonio? Perché farlo diventare una sorta di pupazzo nel circo del web? Un giorno, quando saranno maturi, questi bambini potrebbero perfino rimproverarci di avere contribuito a creare una loro personalità online. E questa se è proprio violenza, è qualcosa di molto simile.

NON PUBBLICATE FOTO DEI VOSTRI FIGLI SU FACEBOOK

Anche qui: non stiamo sempre a rincorrere leggi, norme, regolamenti. Parliamo di noi, dei nostri comportamenti, dei nostri stili di vita. E cerchiamo di essere conseguenti. Se vogliamo condividere la felicità delle immagini di un figlio (e da genitore capisco perfettamente questo desiderio), se vogliamo avvicinare alla nostra gioia anche familiari che vivono lontano, se vogliamo rafforzare la nostra comunità di affetti con questo tipo di strumenti, possiamo farlo con un minimo di sobrietà nell’uso del web. Per esempio: circoscriviamo la condivisione delle foto a un gruppo ristretto, di amici e familiari, senza fare lanci su Facebook urbi et orbi. E ancora nella scelta delle immagini, quando le vogliamo mettere sul web, facciamoci guidare da un semplice principio: non inserire e condividere su Internet nulla che non mostreremmo in pubblico.

Tra l’altro sono proprio i nostri figli che si stanno interrogando sul diritto alla loro privacy, dopo avere assaporato tutti gli enormi vantaggi e tutte le suggestioni del web. Il successo planetario, grazie all’uso che ne fanno giovani e giovanissimi, di un’applicazione come Snapchat, che consente di scambiarsi foto e video per un tempo ristrettissimo di appena 10 secondi, ci dice più di qualsiasi teoria astratta quanto i minorenni ci tengano alla loro privacy. A differenza di tanti genitori.

COME DIFENDERE I BAMBINI NELL’ERA DI INTERNET:

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