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La regione Sicilia blocca lo sponsor che vuole rilanciare il parco di Selinunte

La società Settesoli, che vende vino in 40 paesi del mondo, è pronta a versare un assegno di 50mila euro per i restauri. Ma non riesce a farlo: manca il regolamento regionale. E intanto sono passati 15 mesi di attesa…

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RESTAURO PARCO ARCHEOLOGICO DI SELINUNTE –

Ci risiamo. In Sicilia quando si tratta di soldi dei privati, e non della solita greppia del denaro pubblico, fanno sempre orecchie da mercanti. Vito Varvaro è il presidente della Cantina Settesoli, un gruppo che rappresenta un pezzo dell’eccellenza del vino made in Sicilia, con 50 milioni di euro di fatturato ed esportazioni in 40 paesi del mondo, compresa la Cina. Da siciliano doc Varvaro, che è stato anche amministratore delegato per l’Italia della multinazionale americana Procter & Gamble, vorrebbe dare una mano alla sua isola, in particolare al settore dei beni culturali.

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IL CITTADINO CHE VUOLE RESTAURARE IL PARCO DI SELINUNTE –

Così ha scelto il Parco archeologico di Selinunte, una meraviglia i cui scavi furono avviati nel lontano 1823 da studiosi inglesi, che oggi si trova in gravi difficoltà per mancanza di fondi pubblici. Varvaro è pronto a versare immediatamente, attraverso la società vinicola Settesoli, 50mila euro da investire nei restauri del sito, ed a diventare capofila di un’operazione internazionale di fund raising per raccogliere almeno mezzo milione di euro. Una manna dal cielo per il Parco siciliano.

GLI INTRALCI DELLA BUROCRAZIA ITALIANA –

E dalla regione, invece di abbracciare Varvaro e incassare l’assegno, pensano bene di prendere tempo. E’ da più di un anno, esattamente 15 mesi, che la Settesoli non riesce a versare la sua sponsorizzazione. Per un motivo banalissimo, il tipico intralcio dell’ottusa burocrazia italiana e meridionale in particolare: manca un regolamento regionale che disciplini le sponsorizzazioni dei privati nel settore dei beni culturali pubblici. Manca, ed è promesso in dirittura d’arrivo da anni, per un semplice motivo: in Sicilia gli unici soldi che si conoscono sono solo e sempre quelli dello Stato.

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