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Non si butta nulla, tutto si ripara. Così i Restarter sbarcano in Italia (foto)

Riparare un elettrodomestico, o un qualsiasi oggetto elettronico, non è più un tabù. Ecco le comunità di “riparatori” che aiutano a farlo, per fermare sprechi e acquisti compulsivi. Tutto parte da Londra e da un italiano.

Non si butta nulla, tutto si ripara. Così i Restarter sbarcano in Italia (foto)
Restarter Italia
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RESTARTER ITALIA –

Una delle leve dalle quali sono partito, ormai qualche anno fa, per scrivere il libro Non sprecare e poi per lanciare questo sito, è stata l’indignazione per quella risposta, così arrogante nel suo automatismo, che eravamo costretti a ingoiare ogni volta che avevamo la sciagurata idea di provare a riparare un qualsiasi oggetto elettrico o elettronico. La ricordate, no? È questa: «Invece di ripararlo, le conviene comprarlo nuovo…». Conviene? A chi? Mi chiedevo, confesso con una certa rabbia.

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RIPARARE RIUSARE RICICLARE –

Adesso, in pieno cambiamento degli stili di vita e di un’intera epoca, leggo spesso, e con grande soddisfazione, che le tre R (Riparare, Riusare, Riciclare) stanno andando di gran moda, dimostrandosi, come abbiamo sempre scritto, il contrario dei verbi del pauperismo, ma semmai i paradigmi di una nuova e sana crescita economica, di nuovi posti di lavoro, di nuovo benessere.

Un esempio recente di questa inversione a 360 gradi, autentico cambiamento nella pelle e nei comportamenti di un popolo, è il boom, anche in Italia, del fenomeno dei Restarter, quelli che condividono, per dirla in lingua italiana, il nuovo inizio degli oggetti, in particolare elettrici ed elettronici, e non la loro fine nello spreco, tra i rifiuti, e nel girone infernale dell’inquinamento. Volontari, che combattono gli sprechi e gli acquisti compulsivi all’insegna di un motto molto essenziale: «Nulla si butta, tutto si aggiusta». O perlomeno ci si prova, grazie anche alle comunità su Facebook dei vari Restarter italiani in grado di offrire, sul web, aiuti, consigli, indicazioni e suggerimenti per riparare oggetto elettronico ed elettrico.

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CHI SONO I RESTARTER –

Così da un lato abbiamo un vero e proprio settore, quello delle riparazioni, che sta rinascendo dappertutto. Piccoli numeri, per carità, ma sommati diventano grandi. E dovremmo semmai moltiplicarli, anche con buone e semplici leggi fatte per incentivare le riparazioni, come in Svezia. La riscoperta delle riparazioni, della loro utilità e della loro efficacia, vede ormai in campo, dappertutto, una nuova generazione di giovani artigiani, molto talentuosi, che con pochi investimenti iniziali, possono creare una bella attività economica. Artigiani, ma anche start up molto innovative, al confine tra artigianato e innovazione, con centri di ricerca, come i Politecnici di Milano e di Torino, dove si studia e si impianta una vera industria ad alta tecnologia ispirata al verbo Riparare e, al conseguente, Non sprecare e Non buttare.

RESTART PARTY –

Dall’altro versante crescono delle vere e proprie comunità, tra il volontariato e l’economia sociale, come appunto i Restarter, che utilizzano il web per condividere e diffondere le riparazioni. Anche attraverso eventi, cioè delle feste, come quelle dei mercati, durante le quali arrivano decine, centinaia di “riparatori”, sono pronti a realizzare, dal vivo, il nuovo inizio degli oggetti.

RESTART PROJECT –

I Restarter sono, e si vedono, in Lombardia, in Piemonte, in Veneto, in Toscana, in Valle d’Aosta, dove organizzano appuntamenti e incontri sul territorio, e si stanno sviluppando in tutte le regioni italiane. Sul modello di un format inglese di grande successo, intitolato Restart Project, inventato dall’italianissimo Ugo Vallauri. A conferma che anche sul versante della lotta agli sprechi, quando vogliamo, sappiamo essere i primi della classe.

RESTARTER ITALIA:

(Le immagini sono tratte dalle pagine facebook: Restarters Milano e Restarters Torino)

TRE R CHE VALGONO ORO: RIPARARE, RIUSARE, RICICLARE

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