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Telelavoro: 10 regole preziose per lavorare bene da casa. Meno costi, più produttività

Fate un normale orario di lavoro. E concedetevi qualche pausa, senza esagerare. Dividete la famiglia dalla vostra attività e create uno spazio confortevole. Vestitevi come per andare in ufficio.

Telelavoro: 10 regole preziose per lavorare bene da casa. Meno costi, più produttività
Regole per lavorare da casa: il telelavoro
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REGOLE PER LAVORARE DA CASA -

A favore del telelavoro ci sono anche gli sgravi fiscali previsti nell’ultima legge di stabilità. E così aumentano le aziende che consentono ai dipendenti di stare a casa, con meno costi (per esempio per gli spostamenti) e un aumento della produttività attorno al 20 per cento. Eni, Banca Intesa, Snam, American Express, Finmeccanica, Unicredit, Vodafone: sono soltanto alcuni nomi di società che hanno finalmente introdotto il telelavoro.

Più disponibilità per stare in famiglia, per essere vicino magari a un figlio che ne ha bisogno. Maggiore autonomia nell’organizzare i propri impegni e realizzare gli obiettivi fissati. Meno stress da concorrenza dei colleghi. Addio traffico e spreco di tempo per arrivare in ufficio. Il telelavoro è sicuramente una nuova frontiera che presenta molti vantaggi, riduce diversi sprechi (di tempo e di soldi), concilia al meglio professione e famiglia. Tutto bene, dunque? Sì, a una condizione: che abbiate un metodo per farlo.

 

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REGOLE DEL TELELAVORO -

Da qui 10 consigli, che abbiamo realizzato consultando i migliori esperti del settore.

  • Verificate di essere adatti. Non tutti siamo predisposti al telelavoro. Alcuni di noi, infatti, hanno comunque bisogno dell’ufficio, con le sue liturgie, e di un capo che fa sentire il fiato sul collo. Chiedetevi, prima di parlare con l’azienda, se fate parte di chi è invece predisposto a questa forma di attività.
  • Mai “lo farò domani”. Un rischio del telelavoro, senza metodo, è quello di rinviare continuamente le scadenze. Stando a casa, si è meno vincolati alle pressioni delle consegne e dei tempi da rispettare. È un errore: dovete pensare che sotto questo punto di vista non cambia nulla. Qualsiasi impegno e\o scadenza va rispettato.
  • Orari precisi. Lavorare da casa non significa diventare degli anarchici professionali. Al contrario, è bene darsi degli orari precisi. Quando si inizia, quando si fa una pausa e quando si finisce. Create una routine simile a quella dell’ufficio, vi serve per non perdere il filo della vostra attività.
  • Tracciate un confine con la famiglia. Cercate sempre di mettere una linea, non virtuale, tra il lavoro e la famiglia. Se volete staccare, per esempio, fatelo secondo il programma fissato, e se vi dedicate a qualche familiare spegnete il computer.
  • Attenzione alla concentrazione.  A casa farete più fatica a concentrarvi. Ci sono i figli che circolano, una cane da carezzare, una telefonata alla quale rispondere, la tv pronta per essere accesa. Dunque: disciplina. Nel programma potete anche prevedere che, svegliandosi presto, prima accompagnate i figli a scuola e poi tornate a casa a lavorare.
  • Vestitevi da ufficio. Guai a telelavorare i pigiama. Vi induce a essere stanchi, a pensare al riposo, a distrarvi. Vestitevi comunque come ci fosse da andare in ufficio.  E vedrete che il rischio pigrizia si riduce a zero.
  • Un ufficio confortevole. Il telelavoro ha comunque bisogno, per funzionare, di un luogo ad hoc. Una postazione, e non un semplice corner in salotto o in camera da letto. E il posto di lavoro deve essere comodo, confortevole, con uno spazio chiaro che lo separi dalla vita privata.
  • Prendetevi delle pause. Non rinunciate, neanche a casa, a staccare con una certa continuità. Brevi ma efficaci pause. Per esempio per alleggerire la schiena, per fare movimento, per sorseggiare con piacere un buon caffè.
  • Attenti al cibo. Anche l’alimentazione dovrà essere molto simile a quella di un normale lavoro. Uno snack può essere utile, magari con un frutto, durante il vostro telelavoro. E non rinunciate alla pausa pranzo per un leggero spuntino.
  • Sì al riposino, ma con cautela.  Concedetevi una “pennichella”, se siete in grado di reggerla. Purché non sia troppo lunga (al massimo 50-60 minuti) e non vi metta in condizione di non essere in grado di riprendere l’attività.

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