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Lotta agli sprechi e sostegno ai poveri: la “dispensa solidale” della Cooperativa Babele

I prodotti che vanno a comporre la dispensa solidale provengono dalla raccolta dei beni alimentari non serviti presso mense scolastiche e aziendali ai quali si aggiungono i prodotti freschi e freschissimi che rimangono invenduti presso i grandi magazzini locali ed i negozi al dettaglio.

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RECUPERO PRODOTTI ALIMENTARI IN ECCEDENZA –

Recuperare le eccedenze alimentari per evitare sprechi di cibo ancora buono e, allo stesso tempo, aiutare chi vive in situazione di difficoltà: questo l’obiettivo alla base del progetto “Dispensa solidale” promosso dalla Cooperativa sociale Babele di Ellera di Corciano, in provincia di Perugia, fondata nel 2005 da Barbara Capacci ed Emanuele Costantini.

LEGGI ANCHE: Fame Zero, il progetto della Caritas per il recupero del cibo in eccedenza

LA DISPENSA SOLIDALE DELLA COOPERATIVA BABELE –

La situazione di crisi economica che stiamo vivendo, purtroppo ha come conseguenza un aumento del numero di nuclei familiari colpiti dalla diminuzione del reddito e dalla precarietà lavorativa. Problemi ai quali la cooperativa cerca di far fronte non solo attraverso azioni di sostegno ai bisogni delle famiglie e interventi rivolti al versante dell’occupazione ma anche mediante un sistema integrato di recupero delle eccedenze alimentari e la loro distribuzione con il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati locali.

Questi in particolare, i punti principali su cui si basa il progetto “Servizio dispensa solidale”: messa a disposizione di risorse a chi non ha, riduzione della quantità di prodotti alimentari conferiti nelle discariche, creazione di opportunità lavorative, recupero di ricchezza e responsabilità sociale delle imprese commerciali.

COME FUNZIONA IL PROGETTO “DISPENSA SOLIDALE” –

Attraverso un sistema che prevede l’apporto di più soggetti, ci si impegna a garantire la distribuzione del prodotto recuperato ai destinatari finali e l’utilizzo in modo efficace delle eccedenze straordinarie di un singolo prodotto. Non si prevede soltanto il ritiro diretto da parte delle Onlus locali dei prodotti alimentari freschi invenduti dalla grande distribuzione ma anche la creazione di un sistema logistico basato sulla interazione fra pubblico, privato e terzo settore. Tale sistema prevede il coordinamento della raccolta, stoccaggio, selezione e distribuzione dei prodotti a cura della Cooperativa sociale Babele ed è coadiuvato da associazioni ed enti del territorio. Una collaborazione che ha lo scopo anche di offrire occupazione ad alcuni soggetti svantaggiati e di garantire la distribuzione sul territorio in modo equo ed efficiente della merce recuperata.

RECUPERO ECCEDENZE ALIMENTARI –

I prodotti che vanno a comporre la dispensa solidale, provengono dalla raccolta dei beni alimentari non serviti presso mense scolastiche e aziendali ai quali si aggiungono i prodotti freschi e freschissimi che rimangono invenduti presso i grandi magazzini locali ed i negozi al dettaglio.

Per lo stoccaggio ed il confezionamento vengono utilizzate le sedi dell’Associazione L’Unanuova, da anni molto attiva e partecipe rispetto alle iniziative sul territorio. La “spesa convenzionata” fornisce beni alimentari freschi e a lunga conservazione, prodotti per l’igiene personale e prodotti per la pulizia della casa in quantità variabile, in base al numero di componenti e alla disponibilità dei prodotti e delle risorse.

Un progetto virtuoso e un altro passo in avanti importante nella lotta alla povertà alimentare e allo spreco di cibo.

Il progetto è in concorso per l’edizione 2015 del Premio Non Sprecare. Per conoscere il bando e partecipare vai qui! 

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PER APPROFONDIRE: Cattive abitudini, la frutta è brutta? Allora la butto nella spazzatura

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