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Smettere di guidare, tre motivi per farlo quando si diventa anziani. Nell’interesse di tutti

Troppe persone molto anziane continuano ad andare in automobile dopo gli 80 anni. E può essere molto pericoloso. Intanto, i settantenni fanno meno incidenti dei ventenni.

Smettere di guidare, tre motivi per farlo quando si diventa anziani. Nell'interesse di tutti
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QUANDO SMETTERE DI GUIDARE –

Da un lato le leggi dello Stato e della longevità, dall’altro il buonsenso e la responsabilità verso sè stessi e verso gli altri. Tra questi binari è aumentato in modo esponenziale un fenomeno e uno stile di vita che presenta anche diversi fattori di rischio: troppi anziani continuano a guidare l’automobile, ben oltre gli 80 anni. Senza neanche rendersi conto dei pericoli che corrono e che fanno correre ad altri, pedoni o automobilisti che siano. Una tendenza che certo si collega all’aumento dell’età media e al miglioramento generale delle condizioni di salute delle persone, ma che bisogna decifrare anche senza pregiudizi ai danni di chi invecchia. I settantenni, per esempio, fanno decisamente meno incidenti dei ventenni. Dunque, smettere di guidare è innanzitutto, anagrafe a parte, una questione di presa d’atto delle stagioni della vita e di ragionevolezza.

RISCHI ANZIANI ALLA GUIDA –

Gli incidenti automobilistici possono capitare a tutti ma nel caso degli anziani possono essere degli segnali da non sottovalutare. Nell’ultimo rapporto dell’Ocse è emerso che la maggior parte dei pensionati ha uno standard di vita non diverso da quello dei lavoratori attivi, compresi gli spostamenti in auto. Il problema, spesso, è più nostro che loro poiché l’età media si è allungata e diversi studi geriatrici hanno dimostrato che l’età biologica non coincide con quella anagrafica. A dispetto delle nostre preoccupazioni, i 70enni commettono un quarto degli errori di guida dei ventenni. Un dato che ci rassicura e che è emerso da una ricerca condotta dall’Università di Swansea (Galles). Rispetto ai giovani, gli anziani viaggerebbero a velocità più basse, manterrebbero la distanza di sicurezza e prediligerebbero gli orari meno trafficati. Infine, non essendo “nativi digitali”, non hanno l’impulso irrefrenabile di guardare il display del cellulare.

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LIMITI DI ETÁ PER LA GUIDA DELL’AUTOMOBILE –

Cresce l’età anagrafica degli automobilisti ed anche il codice della strada è stato adeguato. Dal 10 febbraio 2012, con il del decreto “Semplifica Italia” (decreto legge 9 febbraio 2012 n.5, convertito con la legge 4 aprile 2012 n. 35) è stato cancellato l’obbligo di visita medica presso una Commissione medica per gli ultra ottantenni che richiedono il rinnovo della patente.

Il provvedimento del Governo ha ripristinato, per i patentati più anziani, le modalità di rinnovo del documento di guida valide prima delle modifiche introdotte dalla legge n.120 del 29 luglio 2010 mentre è rimasta invariata la scadenza biennale del rinnovo. In questo modo, i conducenti ottantenni, per confermare la validità della patente di guida oppure del “patentino” dei ciclomotori, devono sostenere, ogni due anni, una visita che accerti i requisiti psico-fisici. Le analisi vanno effettuate presso dei centri sanitari abilitati, come previsto dall’articolo 119 del Codice della strada. Vale a dire i medici delle sezioni di medicina generale delle Asl, gli ispettori medici delle Ferrovie dello Stato oppure i medici militari. Queste novità, se da un lato vanno a vantaggio dei “nonni sprint”, dall’altro rappresentano una preoccupazione per i loro figli.

QUANDO SMETTERE DI GUIDARE: TRE MOTIVI PER FARLO –

Mettere la patente nel cassetto è un passo difficile da compiere per tanti anziani. Tuttavia, ci sono diverse ragioni per farlo, una volta raggiunta una certa età. La sicurezza di chi è al volante e quella degli altri sono un motivo più che valido per rinunciare alla guida con l’avanzare degli anni.  Ecco alcuni motivi che ci aiutano a capire quando è arrivato il momento di smettere di guidare.

  • Assunzione di farmaci. Tanti anziani assumono dei medicinali che, tra gli effetti collaterali, prevedono la sonnolenza o le vertigini. Due potenziali fattori di rischio per chi è a bordo e per gli altri, di cui ogni anziano dovrebbe tenere conto. Inoltre, alcune combinazioni di farmaci possono limitare la capacità di guidare. Per questo, in caso di assunzione di nuovi medicinali, è sempre meglio aspettare qualche giorno prima di guidare, al fine di verificare gli eventuali effetti collaterali.
  • Problemi alla vista ed all’udito. Con l’avanzare dell’età è abbastanza frequente che la vista e l’udito si indeboliscano o vengano colpite da patologie che ne limitano la funzionalità. Ogni anziano, quini, dovrebbe sottoporsi a delle visite specialistiche periodiche, per una maggiore comprensione delle proprie capacità e dei propri limiti.
  • Calo dei riflessi. L’invecchiamento comporta una riduzione delle capacità nei movimenti. Su di essa possono influire anche particolari patologie ma in linea di massima la ridotta risposta ai riflessi e la limitata capacità nei movimenti sono comuni a molti anziani. Una condizione che, a lungo andare, diventa incompatibile con la guida.

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