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A Perugia l’orto coltivato dai detenuti del carcere di Capanne

I detenuti del carcere di Capanne a Perugia hanno a disposizione un orto di 12 ettari in cui coltivare frutta e ortaggi: una bella iniziativa per uscire dal grigiore delle celle e riprendersi dignità e lavoro.

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PROGETTO ORTO IN CARCERE –

Il carcere, come prevede la nostra Costituzione, non deve avere solamente una funzione punitiva ma anche rieducativa. Ed è proprio per questo che il carcere di Capanne a Perugia ha messo a disposizione dei suoi detenuti un orto di 12 ettari in cui coltivare frutta e ortaggi. Nell’orto ci sono anche alcune serre e un piccolo allevamento di polli. Il progetto si è reso possibile grazie a Bernardina Di Mario, direttrice del carcere, e alla grande collaborazione dei detenuti.

ORTO IN CARCERE: I VANTAGGI –

I vantaggi del progetto “Orto in carcere” sono innumerevoli: innanzitutto si tratta di un’attività che porta fuori i detenuti dal grigiore delle celle. C’è poi un approccio molto concreto al lavoro: coltivare l’orto diventa infatti un vero e proprio lavoro che, tra l’altro, i detenuti stanno facendo benissimo.

LA STORIA: Orto in bici, ex detenuti portano a casa la spesa a chilometro zero

PER APPROFONDIRE: “Buoni dentro”, la panetteria dell’Istituto penale minorile Cesare Beccaria di Milano

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