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POS Mobile: quanto costa e dove si acquista?

Sin da giugno 2014 è in vigore l'obbligo di dotarsi di POS per professionisti e partite IVA per tutte le operazioni superiori a 30 euro. Avere un POS tradizionale può costare anche 600 euro, ma l'alternativa del POS Mobile consente di ridurre le spese in maniera notevole. Quanto costa un POS mobile e dove si acquista? Qui trovate tutte le risposte

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POS MOBILE COSTI –

Sin da giugno 2014 è in vigore l’obbligo di dotarsi di POS per professionisti e partite IVA per tutte le operazioni superiori a 30 euro. Avere un POS tradizionale può costare anche 600 euro, ma l’alternativa del POS Mobile consente di ridurre le spese in maniera notevole. Quanto costa un POS mobile e quali le offerte per acquistarne uno?

POS MOBILE E POS TRADIZIONALE. Tutti i professionisti con partita IVA e negozianti sono tenuti sin dall’anno scorso a munirsi di POS per accettare i pagamenti di oltre 30 euro tramite bancomat o carta di credito. I POS tradizionali possono essere abbastanza salati, con spese di anche 600 euro all’anno secondo Federconsumatori. Tuttavia, ci sono alternative. Così come accade con i conti online (qui si possono confrontare i prezzi), con il POS mobile è possibile risparmiare cifre importanti.

COME FUNZIONA UN POS MOBILE? Il POS mobile è un dispositivo capace di accettare pagamenti con carte di pagamento da PC, smartphone o tablet. Non è lo stesso del POS virtuale, ovvero quello che si utilizza nelle piattaforma e-commerce: nel POS mobile c’è un dispositivo fisico, dove va inserita la carta del cliente. Il POS mobile funziona attraverso un’applicazione, che l’esercente avrà scaricato sul suo telefono cellulare, la quale trasmette il pagamento a una società esterna che poi lo dirige al conto corrente del negoziante in 2-4 giorni. Per funzionare il POS mobile ha bisogno di un collegamento Internet, sia il 3G o 4G del cellulare sia una connessione Wi-Fi nel negozio.

POS MOBILE SETEFI –

COME SI OTTIENE LA RICEVUTA? Per la ricevuta ci sono molte differenze secondo il modello. I POS mobili più economici inviano la ricevuta via e-mail all’esercente, il quale può stamparla nel momento oppure rinviarla al cliente. In altri casi la ricevuta si scarica da un certo sito web nel momento della transazione, si stampa e consegna al cliente. Altri POS mobili incorporano una piccola stampante portatile che rilascia la ricevuta nel momento, come in un POS tradizionale (costa di più). Ricordiamo che la ricevuta in formato pdf, senza stampare, è valida dal punto di vista fiscale come un normale scontrino.

QUANTO COSTA UN POS MOBILE? Qui ci sono moltissime differenze. In certi casi è previsto un contributo iniziale per il dispositivo, in altri un canone mensile fisso. Quello che è presente in tutti i modelli è una commissione sul transato, che varia a seconda della carta utilizzata (bancomat o carta di credito) e della compagnia. Ecco alcuni esempi di POS mobile in Italia:

  • Wallet-ABILE: Contributo iniziale 69 euro +IVA, nessun canone fisso. Commissione sull’importo transato dell’1% per le carte bancomat e PostePay, e del 2,75% per le carte di credito e carte di debito internazionali. Funziona con iOS e Android.
  • Sumup: contributo iniziale 79 euro, nessun canone fisso e commissione pari all’1,95% sul transato, a prescindere del tipo di carta. Adatta per iOS e Android.
  • Jusp: previsti diversi piani, più o meno convenienti a seconda del numero di operazioni effettuate nel mese. Contributo iniziale varia fra 49 e 79 euro, non sempre c’è un canone fisso, e la commissione va da 0% a 2,5%. Funziona con iOS, Android e Windows Phone.
  • Payleven: contributo per il dispositivo 79 euro + IVA, nessun costo fisso e commissione pari al 2,75%. Funziona con iOS e Android.