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Pesce-frode: la truffa è servita nei ristoranti di Bruxelles

Nella capitale dei controlli europei sul cibo il 30 per cento dei locali pubblici fanno pagare pesce non genuino. E diverso da quello scritto nel menù. Una vera truffa che arriva fino alle mense del Parlamento e della Commissione.

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PESCE FRODE BRUXELLES –

Rubano a casa delle guardie. Mentre i mandarini dell’eurocrazia continuano a tormentare i consumatori europei con complicati regolamenti, dove ogni alimento viene catalogato secondo le sue misure per garantire la sicurezza alimentare, si scopre che proprio a Bruxelles va in onda, ogni giorno, la truffa del pesce-frode. Ovvero pesce taroccato e servito sulle tavole dei ristoranti della capitale belga.

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LA TRUFFA DEL PESCE A BRUXELLES –

La scoperta non è stata fatta né da qualche giornalista investigativo né da un’associazione dei consumatori, ma direttamente dall’università di Lovanio, una delle più prestigiose del Belgio, che in collaborazione con la ong Oceana ha passato al setaccio i menù di ben 150 ristoranti della capitale. E che cosa è venuto fuori? Semplice: nel 30 per cento dei casi il pesce servito a tavola, e pagato profumatamente, è taroccato. Una truffa in piena regola.

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PESCE TAROCCATO NEI RISTORANTI DI BRUXELLES –

Per esempio il tonno presentato come bluefin, il più pregiato della specie, viene sostituito con il pinna gialla o con il tonno obeso. Due surrogati. L’originale è servito soltanto nel 5 per cento dei casi. Stesso discorso per il nasello e per il merluzzo. Per non parlare dei ristoranti sushi di Bruxelles, dove i prodotti non sono originali, così come vengono presentati nei menù, nel 54 per cento dei casi. «C’è chi arrotonda i profitti, già alti per i ristoratori, con metodi illegali. Purtroppo abbiamo scoperchiato un vero e proprio caos, ed è singolare che ciò avvenga nella capitale dell’Unione europea, dove si trovano i più rigorosi custodi della genuinità dei prodotti e della correttezza dei modi con i quali vengono presentati» dice Lasse Gustavsson, direttore di Oceana Europa.

Nel mirino della clamorosa ricerca sono finite anche le mense e i ristoranti dei luoghi sacri delle istituzioni europee: il Parlamento e la Commissione. E anche qui il pesce-frode dilaga. L’unica consolazione per noi consumatori riguarda il fatto che almeno, quando mangiano nei loro uffici, i signori di Bruxelles (che non pagano mai il conto) sono i primi ad essere truffati.

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