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Perche’ le banche italiane sono le piu’ care dEuropa

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Una documentata inchiesta di Repubblica, che pubblichiamo integralmente nel nostro sito, ci racconta i mille balzelli delle banche italiane alle spalle dei correntisti. Bonifici (con un costo fino a 6 euro), soldi per pagare bollette, pagamento di estratti conto e assegni e perfino una tassa sugli sms: le stangate, spesso coperte da contratti capestro, si moltiplicano. Senza contare l’odiosa extra tassa introdotta con la decisione di fare pagare il prelievo allo sportello in contatti. Il totale di questa tosatura dei correntisti fa in modo che gli italiani pagano alle loro banche, rispetto agli altri paesi europei, un extra pari a 4,2 miliardi di euro l’anno. Facciamo due esempi: il costo medio di un conto corrente in Gran Bretagna è pari a un quarto rispetto alla media italiana, i francesi pagano la metà per la tenuta dei loro conti rispetto agli italiani.

Come si spiegano questi balzelli? Semplice: le banche italiane hanno un bisogno disperato di soldi. Devono ricorrere ad aumenti di capitale, anche per allinearsi con i parametri patrimoniali richiesti dalla Banca d’Italia, e devono spremere i clienti. Tra le necessità di denaro contante ci sono da aggiungere anche gli stipendi e i bonus per i dirigenti delle banche italiane, appena pubblicati. Milioni di euro l’anno. Alla fine il conto lo pagano sempre i correntisti.